Prescrizione, vertici Corte Appello Napoli: non cura malattia

Psc

Napoli, 30 gen. (askanews) - I vertici della Corte d'Appello del distretto di Napoli non condividono quanto si sta facendo in merito all'abolizione della prescrizione. "Non è il principio in sé che mi scandalizza anche perché sostenuto dall'Anm tempo fa - ha detto il procuratore generale Luigi Riello nel corso della tradizionale conferenza stampa che anticipa la cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario - il problema è che c'è solo la prescrizione e nessun provvedimento per accorciare i tempi dei processi. Calata nella realtà e nella difficile situazione, significherebbe l'accantonamento di tanti processi, creando un esercito di infiniti processabili. Chi parla di ergastolo processuale o di inizio pena mai non sbaglia». Dal canto suo, il presidente della Corte, Giuseppe de Carolis di Prossedi, ha aggiunto: "Se non si cura la malattia della durata eccessiva dei processi non si risolve il problema. Più di tanti processi non riusciamo a fare". "Nel Distretto di Napoli - ha spiegato - ci sono 54mila processi pendenti per 30 magistrati. Si registrano 1.700 sentenze all'anno e un magistrato più di 200/250 sentenze non riesce a fare". "Delle sentenze, una su tre si prescrive in Appello. Questo impone una scelta, di dedicarsi a processi che si pososno concludere - ha concluso il presidente - 54mila processi pendenti è un numero enorme e l'impatto della nuova legge si avrà tra qualche anno perché avrà effetto sui nuovi processi. I processi pendenti continueranno a prescriversi".