Presentata la 23esima Triennale, curatrice l’astrofisica Vaudo

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 17 dic. (askanews) - E' stata presentata la 23esima Esposizione Internazionale di Triennale Milano, che sarà intitolata "Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries" Ossia "Quello che non sappiamo di non sapere. Introduzione ai misteri" e si svolgerà dal 20 maggio al 20 novembre 2022.

Il presidente della Triennale Stefano Boeri ha annunciato che la curatela è stata affidata a Ersilia Vaudo, astrofisica e Chief Diversity Officer all'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il progettista dell'allestimento sarà l'architetto Francis Kéré, fondatore di Kéré Architecture.

Il tema della 23esima Esposizione Internazionale è stato individuato attraverso un percorso di avvicinamento che ha coinvolto istituzioni ed esponenti del mondo della cultura, della scienza e della ricerca. Nell'ambito di questo confronto sono stati organizzati due simposi - il primo si è svolto il 4 marzo e il secondo l'11 giugno 2020 - oltre a una serie di approfondimenti online raccolti sul Magazine di Triennale sotto il titolo di "Diario 2022". Grazie a questo percorso è stato avviato un importante dialogo tra i rappresentanti di diverse istituzioni internazionali - musei, università, centri di ricerca -, studiosi, curatori e scienziati, che continuerà nei mesi di preparazione e per tutta la durata della manifestazione. La costruzione di questa rete internazionale rappresenta un elemento centrale di Unknown Unknowns. La rete conta già delle adesioni della Fondation Cartier pour l'art contemporain, con cui Triennale ha avviato un partenariato della durata di otto anni, e di UN SDG Action Campaign, l'iniziativa delle Nazioni Unite che ispira e mobilita individui e organizzazioni in tutto il mondo ad agire per l'umanità e per il Pianeta, con cui Triennale sta lavorando per promuovere la sostenibilità ambientale, l'uguaglianza di genere e l'inclusione.

La 23esima Esposizione Internazionale Unknown Unknowns è promossa da Triennale Milano con il Bureau International des Expositions - che il 1° dicembre 2020 ha ufficialmente riconosciuto la manifestazione - e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il supporto dei soci istituzionali della Fondazione La Triennale di Milano: Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi.

"Unknown Unknowns - ha detto il presidente della Triennale Stefano Boeri - sarà un'occasione per portare avanti una riflessione collettiva sul futuro prossimo. Con Broken Nature abbiamo raccontato come i legami che uniscono gli uomini all'ambiente naturale nel corso degli anni siano stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. Il tempo presente e l'epidemia di coronavirus ci hanno trasmesso una profonda fragilità, dovuta anche alla consapevolezza che la sfera dei fenomeni che non conosciamo - e che non sapevamo di non conoscere - si è enormemente ampliata. L'umanità intera si trova di fronte a una sfida che è insieme quella di ampliare la conoscenza - delle leggi dell'universo e della natura, del mondo vitale delle piante e degli animali, dei continenti sommersi della psiche e degli oceani - e di cambiare prospettiva sul ruolo che la nostra specie avrà nel decidere il futuro del pianeta Terra. Una sfida bellissima e difficile che Triennale, come sempre ha fatto nella sua storia, vuole trasformare in una riflessione collettiva e propositiva".

La curatrice Ersilia Vaudo ha invece introdotto il tema di Unknown Unknowns evidenziando che "la realtà è fatta di misteri: conosciamo solo un piccolo 5% dell'universo, del fondo degli oceani, della nostra coscienza e di molti altri ambiti. La 23esima Esposizione Internazionale sarà una esplorazione e ci confronterà con l'emozione del cercare, del sorprendersi, del sentirsi fragili davanti alla vastità di ciò che ci sfugge, questo simbolico 95% di mondi sconosciuti con cui ci misuriamo. Il tutto mettendo a sistema competenze, culture e punti di vista diversi - designer, architetti, artisti, drammaturghi e musicisti - per confrontarsi con gli 'Unknown Unknowns', e partecipare a una esperienza profonda che offra la possibilità di uscire dalla zona di conforto di ciò che controlliamo e rovesciare la nostra idea di mondo."