Presepe con Gesù Bambino migrante su un barcone: è polemica

presepe gesù migrante

Scoppia la polemica per un presepe installato a Padula, vicino a Salerno: tra i personaggi è apparso Gesù Bambino migrante su un barcone. A far scoppiare la discussione intorno alla Natività rappresentata all’interno della Chiesa del centro storico di Padula è stato Edmondo Cirielli, parlamentare di FdI. Si tratta di una rappresentazione non tradizionale del presepe pensata e realizzata dall’associazione Amici del Presepe. Purtroppo, però, non ha incontrato l’approvazione del parlamentare salernitano.

La “Natività in gabbia”

Fa discutere anche il caso della cosiddetta “Natività in gabbia” con cui una Chiesa metodista della California, negli Usa, ha scelto di rappresentare la venuta al mondo di Gesù. Le gabbia in cui il bambino, Maria e Giuseppe sono rinchiusi sono una critica a Donald Trump e alle sue politiche in materia di immigrazione.

“E se questa famiglia cercasse rifugio oggi in questo Paese?”, chiedono provocatoriamente gli ideatori dell’iniziativa tramite social. “Immaginate Giuseppe e Maria separati al confine e Gesù, un bimbo di neanche due anni, strappato alla madre e messo dietro sbarre in un centro detentivo della polizia di confine”.

“Non è una scelta politica, ma teologica”, si difende dalle accuse Karen Clark Ristine, pastore della chiesa di Claremont. “Abbiamo solo ascoltato la loro sofferenza. Sto ricevendo centinaia di commenti di persone che mi dicono che si sono commosse fino alle lacrime vedendo questa rappresentazione”.

Presepe con Gesù migrante

L’associazione Amici del Presepe ha deciso di raffigurare la natività in modo particolare. Anziché deporre Gesù Bambino in una mangiatoia, nel presepe di Padula appare come migrante su un barcone con maria e Giuseppe. La scelta curiosa e originale, però, non è piaciuta a Edmondo Cirielli, che dichiara: “Gesù bambino è nato in una mangiatoia sotto ad una capanna. E non su una barca di migranti”. Scoppia quindi la polemica per un simbolo che dovrebbe avvicinare al Natale e non alle discussioni. “Con questo presepe – ha aggiunto il parlamentare di FdI – che messaggio si vuole trasmettere ai più piccoli? Che l’Italia deve essere invasa da migliaia e migliaia di clandestini per lo più islamici e far pensare falsamente che anche Gesù fosse un immigrato? Siamo alla follia. Le nostre tradizioni non possono essere piegate agli interessi degli scafisti o dei padroni delle cooperative dell’accoglienza e non si può assolutamente calpestare la veridicità dei nostri Vangeli”.

L’arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, ha replicato: “Nel presepe ci sono anche quei bambini che li hanno trovati in fondo al mare annegati, abbracciati alle loro mamme, perché nel presepe è descritta la vita di tutti e di tutti i giorni”. Durante l’inaugurazione del presepe nelle Logge di braccio, ha poi aggiunto: “Nel presepe ci sono i bambini di tutto il mondo. Nel presepe ci sono i poveri, ci sono i ricchi, ci sono i pastori e c’è posto per tutti noi, qualunque sia la nostra condizione interiore”.

Casi simili

Non si tratta della prima polemica di fronte a un presepe e nemmeno dell’unico caso originale. Quest’anno, infatti, la natività della casa della Carità di Milano ha utilizzato delle coperte termiche per raffigurare i personaggi. “Una speranza salvifica per le molte persone soccorse in mare, che nell’oro delle coperte termiche in cui sono state avvolte – hanno spiegato dall’associazione – hanno ritrovato una vita che sembrava perduta”.