Presidente Corte Venezia: in Veneto mancano i magistrati

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Venezia, 1 feb. (askanews) - In Veneto mancano magistrati ed altro personale. Lo ha ribadito la presidente della Corte d'Appello di Venezia, Ines Maria Luisa Marini, inaugurando l'Anno giudiziario. Eppure il veneto, ha osservato, è la terza d'Italia per popolazione e Pil. La nona, invece, per disponibilità di magistrati. Il contenzioso, tra l'altro, "registra un cospicuo numero di sopravvenienze nella macro area economica e fenomeni di criminalita' organizzata, anche di stampo mafioso".

Penalizzato il Distretto in termini di personale, la Corte d'Appello, "pur ipotizzando sopravvenienze pari a zero e una capacita' definitoria elevata come quella dell'anno giudiziario 2018-2019, impiegherebbe oltre due anni per esaurire le sole pendenze". L'insufficiente numero di magistrati non consente di assicurare in via generalizzata la ragionevole durata dei giudizi. "Cio' determina l'incremento dei procedimenti 'Pinto' - ha specificato Marini - e dei relativi esborsi a carico dello Stato, e un elevatissimo tasso di definizione per prescrizione, che pone la Corte di Venezia ai vertici della graduatoria nazionale ed incrementa, in un circolo vizioso le impugnazioni", ha concluso. Sta di fatto, comunque, che "per la prima volta nel triennio, nel settore civile della Corte sono diminuite le pendenze finali, grazie al positivo effetto congiunto della diminuzione delle iscrizioni e dell'aumento delle definizioni", ha proseguito Marini. "Anche nel settore lavoro sono diminuite le pendenze finali" mentre nel settore penale "sono aumentate (+8,5%), a causa dell'enorme aumento delle iscrizioni (+43,5 %) a cui non si e' riusciti a far fronte nonostante il notevole incremento delle definizioni (+17%)". Soffermandosi sulla nuova disciplina sulla prescrizione, questa - ha evidenziato Marini - "rischiera' di confinare i processi in una sorta di eterno limbo, di violare il dettato costituzionale che ne impone invece la ragionevole durata, di far ricadere sul cittadino, (imputato, o vittima) le conseguenze dell'inefficienza della giustizia, e sullo Stato la relativa responsabilita' risarcitoria". La legge "e' apprezzabile perche' e' finalizzata a 'salvaguardare' l'attivita' svolta dall'intera 'filiera e a scoraggiare strategie dilatorie. Dovra' pero' essere contestualmente accompagnata dall'aumento delle 'forze lavoro' (di magistrati e di personale amministrativo), dalla riforma delle procedure e da una intensa depenalizzazione".