Presidente della Repubblica, da De Nicola a Mattarella: curiosità su Capi dello Stato

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Italian Presidency/Handout via REUTERS)
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Italian Presidency/Handout via REUTERS)

Lunedì 24 gennaio 2022 il Parlamento si riunirà in seduta comune per eleggere il presidente della Repubblica che succederà a Sergio Mattarella. I 1.009 grandi elettori saranno chiamati a decidere chi sarà il 13° Capo dello Stato della storia della Repubblica, che conta ad oggi undici figure che hanno cambiato il paese con i loro gesti.

Da Enrico De Nicola a Sergio Mattarella, conoscete tutte le curiosità su chi ha preso potere al Quirinale?

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Enrico De Nicola, primo presidente

Enrico De Nicola, che faceva parte del Partito Liberale Italiano, è stato il primo storico presidente della Repubblica. La storia dietro la sua elezione è però particolare, in quanto nel giugno 1947 presentò le dimissioni da capo provvisorio dello Stato per "motivi di salute". La Costituente però nel gennaio 1948 lo rielesse con 405 voti a favore su 556, surclassando il secondo Pietro Nenni (solo due voti)

Nelle elezioni precedenti, quelle che gli diedero il titolo provvisorio, De Nicola dovette vedersela anche con Vittorio Emanuele Orlando.

Luigi Einaudi (1948-1955)

A succedere a De Nicola fu Luigi Einaudi. Quella del politico ed economista fu la prima vera e propria elezione fatta dal Parlamento.

Per trionfare ci vollero però ben quattro scrutini, all'ultimo dei quali la lotta fu serrata col citato Vittorio Emanuele Orlando.

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Giovanni Gronchi, il primo ad "autoeleggersi" (1955-1962)

Giovanni Gronchi, per chi non lo sapesse, è stato il primo presidente della Repubblica ad "autoproclamarsi". Al momento dell'elezione, infatti, era il presidente della Camera che, da regolamento, è colui che presiede la seduta e legge a voce alta le schede.

Nel 1955 Gronchi lesse le schede fino all'ultima, poi con in mano una scheda ringraziò tutti i presenti per la fiducia.

Antonio Segni, il primo dimissionario (1962-1964)

A succedere Gronchi al Quirinale fu scelto Antonio Segni, di Democrazia Cristiana. Un passaggio di testimone tra colleghi del partito che però non durò molto.

Segni è infatti ricordato nella storia della Repubblica per essere stato il primo presidente a dimettersi dalla carica per problemi di salute. Una grave malattia infatti non gli consentiva di portare avanti il suo mandato in serenità e con le forze necessarie per guidare il paese dal Quirinale.

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Giuseppe Saragat e l'elezione infinita (1964-1971)

Quella che andò in scena tra il 16 e 28 dicembre 1964 fu una delle elezioni più lunghe della storia. Ci vollero ben ventuno scrutini per eleggere presidente Giuseppe Saragat, che il 28 dicembre fu proclamato presidente della Repubblica.

Giovanni Leone, presidente per un pelo (1971-1978)

Anche nel caso dell'elezione di Giovanni Leone si andò per le lunghe, con ventitré scrutini che portano all'elezione più risicata della storia.

Leone venne proclamato presidente solo grazie a un voto in più rispetto al quorum di 517 elettori previsto. La sua fu l'elezione con la percentuale più bassa della storia: 51,4%. Nel 1978 fu anche dimissionario dopo l'accusa di impeachment per lo scandalo Lockheed.

Sandro Pertini (1971-1985)

Chi non ricorda Sandro Pertini e il trionfo dell'Italia ai mondiali di Spagna 1982? Come presidente fu uno dei più amati, più veraci e popolari in assoluto.

Francesco Cossiga (1985-1992)

Francesco Cossiga fu uno dei presidenti più controversi della storia della Repubblica, che con le sue “picconate” influenzò la stagione di “Mani Pulite”.

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Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999)

Oscar Luigi Scalfaro invece fu il primo presidente che si interessò veramente alle vicende politiche del Parlamento.

Carlo Azeglio Ciampi e l'ingresso in Europa (1999-2006)

Eletto al primo scrutinio come Cossiga, Ciampi ha cambiato volto al paese. Dapprima ministro dell'Economia, è grazie a lui che l'Italia è riuscita ad entrare in maniera "soft" nell'Euro.

Giorgio Napolitano, l'unico col bis (2006-2015)

Nove anni, sì, il primo a riuscirci. Dopo la prima elezione nel 2006 e la scadenza fissata nel 2013, Giorgio Napolitano fu eletto come 11° presidente della Repubblica ricoprendo il ruolo per la seconda volta di fila.

Nel 2015 è stato costretto alle dimissioni per difficoltà legate all'età: alle dimissioni aveva 90 anni.

Sergio Mattarella (2015-2022)

L'ultimo presidente, in ordine, è proprio Sergio Mattarella. La sua elezione è stata caratterizzata dai "franchi sostenitori" ovvero dei voti inattesi che fecero tremare dei partiti presenti in aula che invece non avrebbero dovuto votarlo.

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