Presidente Ior: oggi trasparenza e conti correnti verificati -2-

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Città del Vaticano, 10 ott. (askanews) - "Il Motu Proprio del Santo Padre sul nuovo statuto ha dato una cornice formale a una serie di regole. A questo punto posso dire che non hanno più fondamento certe storie in circolazione. È stato fatto un grande lavoro per il cambiamento voluto dal Papa ed attuato dall'Istituto. Inoltre - e questo è un elemento essenziale - c'è una profonda condivisione della governance, non sempre rispettata in passato", afferma De Franssu.

Pochi giorni fa è diventata operativa l'adesione dell'Istituto al circuito europeo dei bonifici SEPA, quindi lo Ior ha dotato i propri clienti di un Vatican Iban: "Questa, al di là di ogni altra considerazione, è la conferma dell'enorme lavoro che è stato svolto in questo processo di riforma", afferma il presidente dello Ior. "L'ingresso nel circuito Sepa è un marchio di sicura garanzia. Ma non solo sul fronte della normativa: la riforma si è tradotta in una nuova cultura operativa dell'Istituto". Lo Ior, ricorda De Franssu, "non è parte della Curia, ma ha un ruolo speciale ed autonomo: siamo uno strumento finanziario essenziale per l'azione pastorale del Santo Padre nel mondo. Per meglio adempiere a questo compito, lo Ior, oggi unico soggetto vaticano sottoposto alla vigilanza dell'Aif, ha accelerato il suo processo di conformità e adeguamento alle norme statuali vigenti. Tale accelerazione si deve anche al fatto che lo Ior è l'unico soggetto vaticano che offre servizi in 'concorrenza' con il mondo esterno e questo ci impone inevitabilmente un ritmo più serrato e veloce del contesto in cui ci muoviamo".

De Franssu giudica archiviata l'epoca nella quale la dubbia titolarità di alcuni conti correnti ha attirato sullo Ior critiche, sospetti ed indagini: "A garanzia della nostra clientela e della nostra reputazione, facciamo sempre la cosiddetta adeguata verifica e, laddove necessaria, quella rafforzata. Lo prevede la legge. Ed effettuiamo una due diligence sulle nostre controparti bancarie. Tali prassi di per sé sono un deterrente, la cui efficacia è confermata dalle statistiche sulle segnalazioni sospette degli ultimi anni". E "la trasparenza fiscale è uno dei maggiori risultati ottenuti dall'Istituto in questi anni. Dal 2016 c'è una convenzione tra Italia e Santa Sede per lo scambio di informazioni e disciplina degli obblighi fiscali per i residenti in Italia. Analogo accordo c'è con gli Usa. Una serie di regole ormai consolidate, che tuttavia a volte sembrano stridere con certe notizie".