## Presidenza tedesca Ue, priorit al Recovery Plan e a Brexit

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Bruxelles, 1 lug. (askanews) - Raramente un nuovo semestre di presidenza di turno europea iniziato con aspettative cos alte come quelle che gravano sul governo tedesco, che da oggi assume le redini del Consiglio Ue.

Al centro di queste aspettative c' l'esigenza di approvare rapidamente, possibilmente entro luglio e comunque entro l'estate, le proposte della Commissione sul piano finanziario "Next Generation EU" per il rilancio dell'economia europea dopo la crisi del Covid-19, mantenendone sostanzialmente l'integrit e le ambizioni senza precedenti, e abbinandole al nuovo Quadro di bilancio pluriennale (Qfp) 2021-2027.

Il pacchetto della Commissione, a sua volta largamente ispirato dall'iniziativa che lo stesso governo tedesco aveva preso insieme alla Francia con la proposta congiunta del 18 maggio scorso, dovr essere approvate all'unanimit dagli Stati membri, e poi dal Parlamento europeo. E per una parte del pacchetto occorreranno anche le ratifiche dei parlamenti nazionali. E' noto che almeno i quattro paesi cosiddetti "frugali" (Austria, Olanda, Danimarca e Svezia), e anche alcuni paesi dell'Est, non sono affatto convinti del "Recovery fund" proposto dalla Commissione, e vorrebbero ridimensionarlo sostanzialmente, limitandolo a un pacchetto di prestiti senza sovvenzioni.

Il Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 luglio a Bruxelles, il primo in cui i capi di Stato e di governo torneranno a incontrarsi fisicamente, faccia a faccia, e non solo per videoconferenza, sar decisivo per capire se la presidenza tedesca riuscir a convincere i governi recalcitranti. Il risultato di questo negoziato definir il successo del semestre di presidenza, e molto di pi: la tenuta stessa del progetto europeo, nella battaglia decisiva in corso contro i suoi nemici, sovranisti, populisti, nazionalisti ed estremisti di destra.

Bisogna ricordare che la Germania, sempre con la cancelliera Angela Merkel al governo, ha affrontato un'altra volta all'inizio della sua presidenza europea di turno una situazione di crisi, anche se di natura molto diversa da quella attuale: nel 2007, due anni dopo i referendum in Francia e Olanda che avevano bocciato il nuovo Trattato costituzionale europeo. Nel primo semestre dell'anno, la presidenza tedesco indic la via di uscita dalla "crisi costituzionale" che avrebbe portato poi al nuovo Trattato di Lisbona, e riusc anche a condurre in porto felicemente il primo grande negoziato complessivo su un pacchetto clima-energia, il pacchetto 20-20-20 (riduzione delle emissioni e aumento delle rinnovabili e dell'efficienza energetica del 20% entro il 2020).

Allora Merkel era agli inizi del suo lunghissimo cancellierato, cominciato solo due anni prima; oggi vicina alla sua conclusione. La sua popolarit in Germania all'apice, dopo l'oculata, intelligente ed efficace gestione del Covid-19 nel Paese; e la cancelliera riuscita a far passare senza traumi nell'opinione pubblica nazionale una svolta politica radicale e inaspettata, con l'affermazione della logica della solidariet europea e l'abbandono delle politiche d'austerit, giudicate inadeguate in queste circostanze. Per lei, convinta europeista, rimettere sui binari il progetto europeo e ridargli una prospettiva d'avvenire dopo una crisi cos grave sarebbe la fine in bellezza di una grande carriera politica. Tutto sembra indicarla come la donna giusta, al momento giusto, al posto giusto.

Certo, la presidenza tedesca parte con un handicap notevole: a causa della pandemia e del lockdown, a marzo ha dovuto buttare nel cestino tutti i piani che aveva preparato nei due anni precedenti, con largo anticipo e accuratezza (come amano fare i tedeschi); il governo ha dovuto rivedere completamente le sue priorit, dando risalto assoluto al pacchetto Recovery plan/ Bilancio pluriennale, e relegando in secondo piano tutto il resto. (Segue)