##Presidenziali russe 2018. Putin al test urne con il Pil al +2%

Red

Mosca, 17 mar. (askanews) - Mentre le tensioni internazionali crescono, il Pil della Russia nei primi due mesi è aumentato del 2% secondo dati non ufficiali. Gli investimenti in conto capitale quasi del 4%. I consumi interni dell'1,7%. È con questo quadro, migliore di quanto ci si potrebbbe aspettare da un Paese messo nell'angolo dalla sanzioni occidenatali, che Vladimir Putin si presenta in questo fine settimana alle urne, per staccare un nuovo biglietto presidenziale da 6 anni. Il miglioramento della dinamica del Pil è dovuto principalmente al ripristino della produzione industriale, che a gennaio è cresciuta del 2,9% (anno su anno). A febbraio, gli indicatori operativi dell'attività produttiva hanno mostrato dinamiche positive. Il clima freddo poi, sia in Europa che nella maggior parte della Russia, ha sostenuto la produzione di gas: nell'ultima settimana di febbraio, Gazprom ha aggiornato più volte il massimo assoluto di forniture giornaliere verso paesi non CSI (non ex Urss).

Il Ministero dello Sviluppo Economico russo nel suo bolletino di marzo "Il quadro dell'economia" ha confermato la "prudenza" degli esperti che non hanno previsto un rallentamento della crescita economica, e basandosi sui numerosi indici relativi all'andamento dell'economia a febbraio, ha pronosticato per l'intero primo trimestre una ripresa più attiva della domanda interna, della produzione industriale e anche della concessione dei crediti. Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, gli alti tassi di crescita del settore manifatturiero a gennaio, così come il suo declino nel IV trimestre del 2017, sono causati da fattori temporanei.

Ci sono comunque molte voci ancora da mettere in sesto. Tra i temi più urgenti figura anche accelerare i ritmi della privatizzazione e non fermare la diversificazione dell'economia: prezzi più alti del barile potrebbero rendere quest'ultimo rischio molto urgente.

Lo stesso Putin inoltre nel discorso alla Nazione ha sottolineato come la percentuale di poveri sia preoccupante e vada dimezzata. Pur mettendo in luce il vero e recente successo sotto la sua gestione: l'agricoltura. Lo storico Roy Medvedev - noto per aver bloccato alla fine degli anni Sessanta la riabilitazione del "magnifico georgiano" con il suo Let History Judge (Lo Stalinismo, ed. Mondadori) - spiega ad Askanews questo inatteso colpo da maestro di Putin, a parte i soliti argomenti che mandano in visibilio il russo medio: la Crimea e i missili.

"L'agricoltura - dice - è un settore dove il ritorno arriva dopo un anno o anche dopo due. Ed è stato un successo per Putin. Un successo che neppure Putin si aspettava. La nostra agricoltura che anche in periodo sovietico rappresentava una pagina complicata, che non potevano risollevare nè Stalin, nè Krusciov. Nè Breznev e neppure Gorbaciov. Negli ultimi anni ha iniziato a svilupparsi. E ora noi mandiamo fuori dal paese, con l'export, il grano, lo zucchero, e tutto è accaduto negli ultimi tre-quattro anni. E non è solo questo. Nessuno si aspettava che si sarebbe sviluppata neppure la metallurgia. E invece...".

Secondo la Banca centrale, la crescita del PIL della Russia non supererà il 2% per l'anno, il Ministero dello Sviluppo Economico prevede una crescita del 2,1%. Il PIL della Russia nel 2017 è cresciuto dell'1,5%, secondo le stime di Rosstat. La Banca mondiale nel gennaio 2018 ha migliorato le previsioni per la crescita del PIL della Russia nel 2018 all'1,7%. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) del 13 marzo ha peggiorato le previsioni di crescita del PIL della Russia per il 2018 dall'1,7% all'1,8%, ma ha mantenuto la sua stima di crescita per l'anno successivo - dell'1,5%

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità