Pressing regioni su scuola ma governo conferma: si parte il 10

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Image from askanews web site
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Roma, 4 gen. (askanews) - La scuola riparte il 10 gennaio, il pressing delle Regioni non ha avuto effetto e - secondo quanto riferisce uno dei presidenti - il governo ha confermato l'intenzione di riaprire le aule nella data prevista. La conferenza delle regioni che si è riunita aveva proprio la scuola tra i principali punti all'ordine del giorno, le perplessità sulla riapertura erano condivise da molti governatori, ma - viene riferito - si è dovuto prendere atto della linea fatta trapelare dal governo. "A quel punto - spiega uno dei partecipanti all'incontro - abbiamo deciso di mettere nero su bianco alcune nostre posizioni, richiamando la responsabilità del Cts". Di fatto, un modo per dire al governo: vi assumete la responsabilità della riapertura con questa situazione, anche se qualche presidente ha insistito dicendo che bisognava continuare a chiedere il rinvio.

Le Regioni si sono fatte sentire anche sul tema della stretta sui no-vax, sostanzialmente condivisa da tutti i presidenti. Qualcuno - la Toscana, l'Emilia Romagna, la Liguria - spingeva per l'introduzione dell'obbligo vaccinale tout court, il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga ha proposto la mediazione dell'obbligo per gli 'over 60', poi fissato nella bozza di proposte messa giù dalle regioni. Ma il governo, spiega sempre uno dei governatori, è orientato ad estendere il green pass rafforzato, nella cosiddetta versione 2G - a tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che di quello privato.

L'ultima parola verrà detta nella cabina di regia che si terràmercoledì prima del Consiglio dei ministri ma, salvo sorprese dell'ultimo momento, l'orientamento sembra ormai definito.

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