Pressing Ue e Usa: perché Biden nutre preoccupazione?

Draghi
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Siamo a pochi giorni dal voto che deciderà il destino politico dell’Italia. Le elezioni si terranno il prossimo 25 settembre. Quest’aria di tensione, oramai giunta ai massimi livelli, avrebbe fatto incrinare i rapporti tra Mario Draghi e Giorgia Meloni. Nonostante quest’ultima facesse parte dell’opposizione nel corso dell’ultimo esecutivo, il rapporto tra il premier uscente e la leader di Fratelli d’Italia sembrava essere caratterizzata da una reciproca stima.

A giocare la sua parte, pare, anche il pressing Usa-Ue, in particolare proveniente dal cosiddetto “asse franco-tedesco”. Chi sarà il nuovo presidente del Consiglio italiano dopo la precitata data? Numerose le previsioni possibili, sicurezza zero. Joe Biden da Washington sembra intanto manifestare preoccupazioni. L’attuale inquilino della Casa bianca vorrebbe infatti che Draghi rimanesse al suo posto a capo del governo italiano.

Rapporto Draghi-Meloni incrinatosi? Tutta colpa del voto

Il 25 settembre si va a votare per il nuovo governo italiano. La campagna elettorale è oramai in procinto di terminare. Una campagna appassionata e allo stesso tempo tesa. Tutto aicò avrebbe fatto rovinare il rapporto di stima reciproca tra Mario Draghi e Giorgia Meloni. Come informa il Giornale, Draghi ha sempre riconosciuto a Giorgia un’opposizione responsabile, tanto da concedergli più volte un faccia a faccia a Palazzo Chigi. Meloni, dal canto suo, ha cercato di fare sempre critiche costruttive non sfociando mai nella propaganda, cercando sempre di moderare i toni.

Parigi e Berlino hanno paura di Meloni?

Parigi e Berlino sembrerebbero preoccupate di un’eventuale vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni del 25 settembre. Il Financial Times e il Guardian sono arrivati addirittura a parlare di “conseguenze terribili” se si concretizzasse una simile eventualità. Washington, al contrario, ammirerebbe la posizione filoatlantica del partito di Giorgia Meloni e se da una parte Biden vorrebbe che Mario Draghi continuasse a essere premier, dall’altra Meloni sembra essere per Washington una presenza altrettanto amichevole. Joe Biden, tuttavia, non può non tenere conto delle pressioni da parte dell’asse franco-tedesco.