Pressione alta: hai questi sintomi? Potresti soffrire di ipertensione

Pressione alta: hai questi sintomi? Potresti soffrire di ipertensione (Getty)
Pressione alta: hai questi sintomi? Potresti soffrire di ipertensione (Getty)

L'ipertensione arteriosa, o pressione alta, è un disturbo della pressione sanguigna che presenta valori fuori dalla norma. Questo genere di condizione, se persiste, può diventare pericolosa perché può portare, a lungo andare, anche all’insorgere di infarti e ictus. Ci sono dei sintomi per capire se si è ipertesi, ma alcuni sono “nascosti” e non è sempre facile arrivare alla diagnosi di questo disturbo che, proprio per questo motivo, è stato definito “killer silenzioso”.

Ipertensione: che cos’è e a quali conseguenze può portare?

Nel nostro organismo il cuore pompa il sangue consentendone la circolazione in tutto il corpo. La pressione che si genera da questo movimento, come spiega il sito dell’Humanitas, è la pressione arteriosa. Se i valori, monitorati in maniera continuativa, sono particolarmente alti può significare che si è soggetti a ipertensione. Chi soffre di ipertensione può rischiare, a lungo andare, di avere problemi dell’apparato cardiovascolare, come la perdita di elasticità delle pareti delle arterie e affaticamento e ispessimento del cuore. Non è esclusa, inoltre, l’insorgenza di patologie quali aterosclerosi, insufficienza renale e danneggiamento della vista, nonché predisposizione a infarto e ictus.

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Come si fa a capire se si è ipertesi? Quali sono i sintomi?

Generalmente, si definisce ipertesa una persona i cui valori di pressione misurati in un ambulatorio medico sono uguali o superiori a 140 mmHg di pressione massima o sistolica e/o uguali o superiori a 90 mmHg di pressione minima o diastolica. Lo riferisce l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che sottolinea come questi valori, se misurati a domicilio, sono 5 mmHg più bassi sia per la sistolica che per la diastolica. E’ inoltre importante ricordare che vanno effettuate almeno tre misurazioni a distanza di 1-2 minuti l’una dall’altra.

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Misurarsi la persone periodicamente è l’unico modo per capire se si soffre di pressione alta. La maggior parte degli ipertesi, infatti, non presenta alcun sintomo e questo è il motivo per cui l’ipertensione arteriosa è stata definita il “killer silenzioso”. Esistono però delle sentinelle che possono mettere in allarme. Potrebbero soffrire di pressione arteriosa colore che presentano cefalea, capogiri, palpitazioni, affaticamento, perdita di sangue dal naso, e disturbi della vista.

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I segnali nascosti dell’ipertensione

Oltre ai sintomi non specifici più ricorrenti, ne esistono altri “nascosti”, che non sempre vengono ricondotti all’ipertensione. Una fonte comunemente trascurata di ipertensione è il tipo di russamento a cui sono soggetti quelli che trattengono il respiro nel sonno. L'apnea notturna provoca improvvisi cali dei livelli di ossigeno nel sangue che aumentano la pressione sanguigna e affaticano l'intero sistema cardiovascolare. Ecco perché trovare dei trattamenti per risolvere il problema può migliorare la pressione sanguigna e la salute cardiovascolare generale. Esiste poi un ormone che è la causa di pressione alta per circa una persona su 15. Come riporta l’Harvard Health Publishing, troppo aldosterone, che è un regolatore di sodio e potassio nel corpo, fa sì che i reni trattengano troppo sodio e acqua. Quando quel liquido extra finisce nel flusso sanguigno, aumenta la pressione sanguigna. Un segno comune di iperaldosteronismo sono bassi livelli di potassio nel sangue, che possono causare sintomi come debolezza, anomalie del ritmo cardiaco e crampi muscolari.

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Pressione alta: cause e come prevenirla

Oltre all’età e alla predisposizione genetica, esistono altri fattori che incidono sull’ipertensione. Tra questi ci sono il fumo, un eccessivo consumo di alcol, una dieta ricca in sale o di calorie e la sedentarietà, ma anche lo stress emotivo. Mangiare più sano e fare esercizio fisico potrebbero essere utili ad evitare l’insorgere della patologia. E’ importante però monitorare la pressione sanguigna costantemente: gli esperti consigliano di controllare la pressione sanguigna almeno una volta ogni due anni dopo aver superato i 18 anni. Qualora però uno stile di vita sano risulti non essere sufficiente, è opportuno consultare il proprio medico che prescriverà una terapia farmacologica.

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