Pressioni sul governo per sciogliere Forza Nuova dopo scontri a Roma

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l presidente del Consiglio Mario Draghi incontra Maurizio Landini, segretario generale della CGIL trade dopo l'assalto alla sede del sindacato da parte di membri di Forza Nuova nel corso di una manifestazione a Roma

di Angelo Amante

ROMA (Reuters) - Aumentano le pressioni sul governo per sciogliere il partito neofascista Forza Nuova coinvolto nelle violente proteste del fine settimana contro la misura che rende il Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori.

Dodici persone, tra cui il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, sono state arrestate, mentre sono 38 i poliziotti rimasti feriti negli scontri di sabato sera, quando migliaia di manifestanti hanno invaso le strade di Roma e un gruppo ha fatto irruzione nella sede della Cgil.

Dal 15 ottobre tutti i lavoratori del settore pubblico e privato dovranno mostrare il "Green Pass" in formato cartaceo o digitale, atto a dimostrare che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, sono risultati negativi o sono guariti dal Covid negli ultimi mesi.

Il Partito Democratico ha presentato una mozione in Parlamento che chiede al governo Draghi di sciogliere Forza Nuova e tutti i movimenti politici di ispirazione neofascista.

"Speriamo che tutte le forze politiche autenticamente democratiche la firmino ... È arrivato il momento di finirla con le ambiguità nei confronti del fascismo", si legge in un comunicato a firma di Simona Malpezzi e Debora Serracchiani, rispettivamente alla guida del gruppo PD al Senato e alla Camera.

Maurizio Landini, leader della Cgil, dopo aver incontrato Draghi nella sede del sindacato ha riferito che il governo si è impegnato a discutere nei prossimi giorni lo scioglimento di Forza Nuova, senza fornire ulteriori dettagli in merito.

"Il presidente del Consiglio ha espresso solidarietà da parte del governo e l'impegno di tutte le istituzioni per impedire il ritorno di un passato che non vogliamo", ha detto Landini.

Sabato decine di rivoltosi hanno preso di mira anche il pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma, dove uno di loro era ricoverato per ricevere le cure necessarie, costringendo il personale sanitario a barricarsi all'interno dell'edificio.

I disordini sono stati ampiamente condannati anche da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader di Lega e Fratelli d'Italia, spesso accusati dai partiti di sinistra di non prendere sufficientemente le distanze dagli estremisti.

La Lega ha detto che la violenza non può essere giustificata, ma ha chiesto al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese di dimettersi, affermando che si è dimostrata incapace di gestire il disordine.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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