Prestanome per l’auto, come fregare il sistema e quali sono i rischi

prestanome auto

I prestanome sono una piaga che affligge la società in ogni suo campo. Ogni volta ci illudiamo di avere risolto il problema con nuove leggi o nuovi controlli. Solo nel campo dell’automobilismo, in Italia, si è contato un numero impressionante di persone senza patente, detenuti o criminali che hanno un numero elevatissimo di automobili a loro intestate.

A far sorgere il dubbio, è stato “Il Corriere della Sera”. Milena Gabarelli ed Alessio Ribaudo hanno contato 96.887 auto intestate a 430 persone. Questi numeri conducono ad una media di 225 esemplari intestati ad ognuno. Può sempre capitare che qualcuno sia legale, magari un collezionista, ma tutti questi casi?

Il caso è sorto grazie ad un avvenimento semplice: una donna fa 10 euro di benzina a Napoli e riparte senza pagare. La polizia ha poi scoperto che l’auto era posta sotto sequestro ed era della moglie dell’intestatario, un pregiudicato che aveva 899 auto.

Il record dei prestanome è in Lombardia: un uomo di 34 anni era il prestanome di ben 2.609 auto.

Prestanome auto, perché viene fatto

I prestanome hanno lo scopo di alleggerire la vita del malvivente. La ragione è semplice, evitare di pagare multe, pedaggi, il bollo o l’assicurazione.

Purtroppo però ci sono anche motivi più seri. Le cosiddette “auto fantasma” non risarciranno il danno in caso di incidente, sono utili per far spostar gli immigrati clandestini privi di reddito. Il peggio è che, in caso di rapina o di omicidio, chi corre su un’auto del genere viene difficilmente individuat

Alla ricerca di soluzioni definitive

Nel 2009, lo Stato ha decretato la legge 78, che sancisce l’obbligo del PRA di segnalare ogni sei mesi alla Guardia di Finanza, all’Agenzia delle Entrate e alle Regioni chi ha più di dieci veicoli. Ovviamente sono esclusi i Carabinieri e la Polizia, compresa quella Municipale.

L’anno successivo il decreto della legge 120 ha immesso nel Codice della Strata un divieto di immatricolazioni e iscrizioni al PRA se ci sono elementi che pregiudicano il responsabile della circolazione del veicolo, ma come accertarsene?

La soluzione, tuttavia, ci sarebbe. Basterebbe stabilire un tetto massimo di veicoli che è possibile intestarsi. Si creano le dovute, ma parche eccezioni e si individuano facilmente i soggetti che intendono eludere il sistema, in maniera veloce ed efficiente. La rapidità ha un doppio vantaggio: quello economico infatti evita che l’auto sequestrata perda valore con il passare del tempo e aumenta per lo Stato le possibilità di recuperare ciò che ha perso tramite le aste. E voi cosa ne pensate? Un limite sulle auto da intestarsi potrebbe essere un problema per collezionisti, aziende o semplicemente appassionati?