Presunta vendita gonfiata a fondazione Lombardia, revisori Lega condannati

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MILANO (Reuters) - Il Gup di Milano Guido Salvini ha condannato Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, noti come i "commercialisti della Lega", rispettivamente a cinque anni e quattro anni e quattro mesi di reclusione al processo con rito abbreviato sulla presunta vendita gonfiata di un capannone nell'hinterland milanese a una fondazione della Regione Lombardia.

Lo hanno riferito fonti legali al termine dell'udienza a porte chiuse.

I due imputati sono anche stati dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena, hanno aggiunto le fonti. Entrambi sono inoltre stati interdetti per quattro anni dall'esercizio della professione di commercialista.

Manzoni, revisore dei conti del gruppo della Lega alla Camera, e Di Rubba, direttore amministrativo del gruppo leghista al Senato, sono imputati per concorso in peculato e turbata libertà di scelta del contraente.

Secondo l'accusa, nel 2017 Manzoni e Di Rubba, quest'ultimo allora presidente della fondazione Lombardia film Commission (Lfc), avrebbero pilotato la gara pubblica per l'acquisto di un capannone a Cormano aggiudicandola all'Immobiliare Andromeda per 800.000 euro.

Questi soldi, per la procura, sarebbero finiti poi nella disponibilità degli indagati invece che restare in quella della società venditrice.

Secondo i pm, Andromeda sarebbe stata amministrata, di fatto, dal commercialista Michele Scillieri, che ha già patteggiato tre anni e 8 mesi. Scillieri, consulente di Lfc, è anche il professionista presso il cui studio Matteo Salvini ha domiciliato la Lega per Salvini Premier spostandola dalla storica sede di via Bellerio a Milano.

La procura lo scorso 4 maggio aveva chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi per Di Rubba e a 4 anni per Manzoni.

L'avvocato Piermaria Corso aveva chiesto l'assoluzione per entrambi, dicendo che "non risulta da nessun atto processuale che vi sia stata un'appropriazione di denaro pubblico da parte dei miei assistiti, tanto meno di 800.000 euro".

Resta aperta in procura la tranche di inchiesta che ha la finalità di accertare se alla Lega fossero giunti presunti fondi neri.

(Redazione Milano)