Presunti torturatori su Sea Watch, Lega interroga Lamorgese

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La Lega ha depositato una interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sul caso dei tre immigrati arrestati con l’accusa di essere dei torturatori. Da notizie di stampa, i tre erano a bordo della Sea Watch 3 di Carola Rackete. Premesso che, si legge nel testo dell'interrogazione a Lamorgese, "l'articolo pubblicato in data 26 settembre sul quotidiano 'Il Giornale' riporta la notizia che i tre immigrati, arrestati poco più di una settimana fa con l'accusa di aver torturato i migranti in un campo di detenzione libico, sono arrivati in Italia lo scorso 29 giugno a bordo della Sea Watch III, la nave Ong condotta da Carola Rackete, la stessa nave che ha violato le leggi e speronato una motovedetta della Guardia di Finanza; alcuni migranti sbarcati il 7 luglio a Lampedusa dalla nave Mediterranea, vittime di indicibili torture subite a Zawya, hanno riconosciuto i tre malviventi nei confronti dei quali ora pende l'accusa di associazione per delinquere dedita alla gestione di un centro di prigionia illegale e associazione finalizzata a commettere una pluralità di delitti, quali tratta di persone, violenza sessuale, tortura, omicidio, sequestro di persona a scopo di estorsione, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". 

Il Giornale "aggiunge anche che 'secondo fonti attendibili, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese avrebbe imposto il silenzio sulla notizia (...) scelta che pare sia stata fatta anche dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. (...) Peraltro, i tre risulta fossero a bordo dell'imbarcazione al momento in cui sulla stessa salirono i parlamentari Pd che gridarono allo scandalo perché l'ex titolare del Viminale, Matteo Salvini, non autorizzava la nave a entrare in porto"; il segretario generale del Sap, Sindacato autonomo di Polizia, Stefano Paoloni, sottolinea che 'il 25 per cento dei migranti che arrivano fanno domanda come rifugiato. Gli altri sono migranti economici ed è facile che tra questi ci sia anche chi sfrutta un business redditizio che è difficile da contrastare'". 

"Un'apertura incontrollata dei porti - si legge ancora nel testo dell'interrogazione - che fa prevalere il concetto dell'accoglienza indiscriminata ad un principio di cooperazione internazionale che inverta, in una visione di lungo raggio, il meccanismo perverso secondo cui un intero continente si sposta verso un altro, non può essere una soluzione a lungo termine, perché si rischia solo di aumentare il numero delle persone che si mettono in viaggio in condizioni disumane e, conseguentemente, il numero degli incidenti e delle vittime. Senza considerare che l'assenza totale di controllo ha come inevitabile conseguenza, quella di accogliere anche temibili delinquenti, che si sono macchiati di crimini feroci nei propri Paesi di provenienza".  

"E' fondamentale dare un segnale chiaro ai trafficanti di essere umani, mostrando, anche a livello internazionale, che il nostro Paese non vuole rendersi complice del loro traghettamento; se risponde al vero quanto riportato in premessa - sostengono i leghisti che hanno depositato l'interrogazione -, in caso affermativo, quali siano le reali motivazioni che hanno spinto il Ministro dell'interno a secretare la notizia; se non ritenga che la presenza sull'imbarcazione di autorevoli esponenti istituzionali della politica italiana abbia creato una situazione di fatto che ha impedito i necessari e stringenti controlli per accertare l'identità dei migranti anche al fine di individuare fin da subito, fra loro, le vittime e i carnefici; se il Ministro, ai sensi della normativa vigente, intenda avvalersi della possibilità di firmare il divieto di ingresso, transito e sosta di navi, anche al fine di evitare che si ripetano casi come quelli descritti in premessa".  

L'interrogazione è firmata da Salvini, Romeo, Candiani, Centinaio, Bongiorno, Stefani, Borgonzoni, Calderoli, Arrigoni, Augussori, Bagnai, Barbaro, Bergesio, Borghesi, Simone Bossi, Briziarelli, Bruzzone, Campari, Candura, Cantu', Casolati, Corti, De Vecchis, Faggi, Ferrero, Fregolent, Fusco, Iwobi, Lunesu, Marin, Marti, Montani, Nisini, Ostellari, Pazzaglini, Emanuele Pellegrini, Pepe, Pergreffi, Pianasso, Pillon, Pirovano, Pietro Pisani, Pittoni, Pizzol, Pucciarelli, Ripamonti, Rivolta, Rufa, Saponara, Saviane, Sbrana, Siri, Tesei, Tosato, Vallardi, Vescovi, Zuliani.