Prete abusa di una bambina di 10 anni: lei lo registra ma lui nega

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Ennesimo scandalo in parrocchia. Un prete abusa per mesi di una bambina di 10 anni nella sua casa situata sopra la Chiesa. Lei prova a raccontare tutto a due persone ma non le credono, così decide di registrarlo e incastrarlo.

Prete abusa di una bambina di 10 anni

A portare alla luce la terribile vicenda sono state Le Iene, che hanno intervistato la mamma e la sorella della bambina. Le due hanno raccontato che Marina, questo il nome con cui l’hanno identificata, cantava nel coro della Chiesa, che lei considerava la sua casa. Il parroco, Don Michele, aveva conquistato la fiducia della famiglia, tanto da recarsi spesso a cena da loro. Talvolta si era anche presentato con dei regali molto costosi per Marina, come un computer o un orologio.

Ma la fiducia conquistata si rivela presto un incubo per lei. Il parroco se ne approfitta per mesi compiendo degli abusi che lei, impotente, non ha mai avuto il coraggio di raccontare. Fino a quando un giorno ha spiegato a due parrocchiani che “Don Michele mi bacia sulle labbra e mi abbraccia“. La coppia però non le crede e sottovaluta le sue parole, accusandola di aver frainteso il comportamento dell’uomo. Allora, compiendo un atto di coraggio, Marina decide di registrare tutto.

La bambina registra gli abusi del prete

Precisamente il 7 dicembre 2018, durante uno degli incontri, porta con sé il cellulare e accende il registratore. I file audio condivisi da Le Iene sono estremamente chiari: “Se tua madre fosse un poco più consenziente ti terrei qui tutto il giorno. Lo sai che ti voglio bene, vuoi un bacino?“, dice il prete. Marina tenta di fermarlo, esclamando un “basta, basta, basta”, ma lui continua: “Abbracciami, baciami, dobbiamo fare le cose per bene”.

Fino a quando la bimba riesce a divincolarsi e a far sentire l’audio alla parrocchiana. Dopo averlo ascoltato, la donna capisce che c’è un problema e suggerisce alla bambina di non rimanere più sola con lui e raccontare tutto alla madre.

Dopo due mesi in cui nessuno ha fatto nulla, esattamente il 2 febbraio 2019, Marina affronta di nuovo il parroco e registra il loro incontro. “Gradirei non continuare con le cose che facevamo”, gli dice. Al che lui, preoccupato che ne avesse parlato con qualcuno, le risponde: “Mi consideri un malato mentale se mi tratti così. Ti chiedo scusa se ti ho scandalizzato, non vorrei che tu pensassi che io faccia violenza ai bambini. Abbiamo fatto delle cose, una storiella, ora si ferma là”.

Cerca anche di dare la responsabilità alla vittima, chiedendole se abbia raccontato qualcosa a qualcuno. Evidentemente l’unica sua preoccupazione è che nessuno venga a sapere della loro “storiella”. Dopo poche settimane però Marina crolla e manda un messaggio al don, raccontandogli di aver parlato degli abusi a due parrocchiani. La bambina gli chiede anche scusa, pensando di aver tradito la sua fiducia, ed esprime il desiderio di essere trattata come tutti gli altri.

Non dovevi farlo perché adesso capiranno altre cose. Vengo a parlare con i tuoi genitori”, le risponde Don Michele, rimproverandola di aver raccontato bugie. A quel punto però si fanno avanti i due parrocchiani che riferiscono al prete che Marina aveva registrato tutto. A sentire la parola “registrato”, ha capito che non poteva fare nulla e ha confessato. Si è detto pentito, ma da quel momento per la famiglia di Marina Chiesa non è più sinonimo di casa. La sorella ha raccontato che la piccola ha parlato con loro pochissime volte degli abusi subiti. “All’inizio non mangiava, piangeva. Ha anche scritto una lettera che voleva dare a lui“.

Il prete nega di aver commesso gli abusi

A quel punto è proprio l’inviata de Le Iene a recarsi dall’uomo per consegnargliela. Ma il don inspiegabilmente nega tutto, ammettendo di non sapere chi sia la bambina in questione. Anzi, insinua anche che quella lettera non sia stata scritta da una bambina e dice di non aver mai abusato di qualcuno. Quando la giornalista le chiede il motivo della sua assenza nella parrocchia, lui risponde di essere stato sospeso per motivo cautelare dal vescovo a causa di queste “zizzanie”.

Continua a negare e accusa chi ha davanti di essersi inventato tutto. E insinua anche che dietro la bambina ci sia una regia che macchini la vicenda.