##Prete arrestato nel Casertano, piccola vittima registrò abusi

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Napoli, 8 nov. (askanews) - Nonostante la sua giovanissima età, aveva compreso la drammaticità di quanto le stesse accadendo e ha cercato di difendersi anche registrando le conversazioni e le richieste indecenti da parte di quel sacerdote che conosceva e di cui si fidava. Sono state, infatti, le sue prove raccolte nel corso delle settimane, a rappresentare una parte considerevole nelle indagini che, questa mattina, hanno portato all'arresto dell'ex parroco della chiesa di Trentola Ducenta, piccolo comune in provincia di Caserta. Il sacerdote, finito in carcere, è ritenuto responsabile di abusi nei confronti di una bambina che, all'epoca dei fatti contestati, aveva soltanto 11 anni. Le attività investigative degli agenti del commissariato di Aversa, coordinate dalla procura di Napoli Nord, sono state avviate nel maggio scorso dopo una comunicazione pervenuta dalla Diocesi e dopo che la piccola vittima, supportata dai genitori, ha deciso di raccontare il suo dramma. Le indagini si sono servite di testimonianze, messaggi e registrazioni audio che hanno consentito di raccogliere un grave quadro indiziario, confermato dalla vittima in sede di incidente probatorio, nei confronti dell'indagato ritenuto responsabile degli abusi alla bambina che partecipava assiduamente alle attività della parrocchia. Prove che la ragazzina si è procurata, grazie al suo telefonino, nel corso degli incontri tenuti con il prete nella canonica della chiesa e che hanno poi portato alla sospensione e all'allontamento del sacerdote nei cui confronti è, ancora in corso, un processo canonico.

Ai poliziotti sono state fatte ascoltare le voci, i sussurri e gli ammiccamenti del sacerdote che, anche nel corso del confronto con la sua giovane vittima, si è sempre difeso parlando di "farneticazioni". Ma sia i magistrati che lo stesso vescovo, monsignor Angelo Spinillo, sono stati costretti ad indagare e ad andare a fondo alla vicenda. Le registrazioni sono state anche consegnate dai genitori della piccola alla trasmissione "Le Iene" che aveva trattato il caso in una delle puntate televisive del programma facendo diventare la vicenda di dominio pubblico.