Il terremoto e le profezie di Bendandi

Dopo il terremoto che ha colpito il Nord Italia, con magnitudo 4.9 ed epicentro a Reggio Emilia, spunta una nuova profezia del sismologo Raffaele Bendandi. “Il 5 e il 6 aprile 2012 una nuova serie impressionante di sismi colpirà l’intero pianeta e l’Italia potrebbe essere tra le zone più terremotate”, avrebbe affermato l’esperto. In passato gli era stata attribuita un’analoga “profezia” circa un terremoto che avrebbe dovuto colpire Roma l’11 maggio 2011. Profezia che puntualmente non si avverò. Nonostante il grande clamore suscitato da queste profezie, gli studiosi della Bendandiana, l’associazione presieduta da Paola Lagorio, smentirono fin da subito che nelle sue carte si trovassero previsioni relative al 2011. Ma chi era Bendandi?
 
La posizione della scienza sulla possibilità di prevedere i terremoti

Nato a Faenza il 17 ottobre 1893, in seguito al terribile sisma di Messina del 28 dicembre 1908 si appassionò ai terremoti sforzandosi di prevederli. Nel 1920 elaborò la sua teoria “sismogenica”. La teoria di Bendandi nacque mentre il sismologo stava compiendo una passeggiata sul bagnasciuga, durante la quale gli venne l’idea che la crosta terrestre, così come i mari, potesse subire gli effetti legati alla Luna. In occasione del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, si accorse che il 27 ottobre dell’anno precedente aveva lasciato un appunto in cui prevedeva che si sarebbe verificato.
 
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Più tardi, il 23 novembre 1923 davanti al notaio di Faenza decise di mettere a verbale una “profezia”: il 2 gennaio 1924 si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. Bendandi sbagliò di soli due giorni. Tuttavia il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina, chiamandolo “colui che prevede i terremoti”. Anche il terremoto del Friuli nel 1976 fu previsto dal sismologo, che tentò di avvisare le autorità senza essere ascoltato. Bendandi fu trovato morto, in circostanze misteriose, il 3 novembre 1979 nella sua casa-osservatorio a Faenza.
 
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