Previsioni meteo bufala, il pugno duro del ministro: “Pronto l’albo dei meteorologi”

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

Più che previsioni meteo, alle volte diventa la gara a chi la spara più grossa. Burian o Buran, che dir si voglia, neve ad aprile, freddo glaciale, allarmismi a non finire: le previsioni del tempo stanno diventando sempre di più una corsa alla bufala. Non c’è da scherzarci troppo su, la questione è seria. Tanto da interessare il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti che perentorio annuncia: “Basta meteo-terrorismo, questo fenomeno va contrastato”.

Ecco come

E’ tutto pronto per l’entrata in funzione del primo albo dei meteorologi civili, con tanto di controlli e verifiche di professionalità per assicurare la qualità di chi realizza le previsioni del tempo. Il registro è previsto dalla Legge di stabilità 2018, in vigore dal primo gennaio scorso, che tra l’altro tiene a battesimo l’agenzia ItaliaMeteo, con sede a Bologna, finalizzata a sviluppare ricerche nel settore.

L’albo

Per l’avvio dell’albo manca solo il decreto attuativo. E’ stato fortemente voluto dal ministero dell’Ambiente, e si è reso necessario prima di tutto per contrastare la diffusione sul web di bufale legate al meteo, che hanno anche forti ripercussioni sul turismo.

Pioggia in Piazza Del Duomo a Milano

Le previsioni allarmistiche

Può succedere che vengano diffuse previsioni meteo allarmistiche in maniera strumentale, per avvantaggiare una zona del Paese piuttosto che un’altra? “L’azione dolosa penalizza senza dubbio l’economia di alberghi e ristoranti che vedono revocate le loro prenotazioni”, spiega in un’intervista a QN, il ministro dell’Ambiente Galletti. “Se sotto Pasqua si diffondesse la falsa notizia di un’ondata incredibile di gelo sulla costa Adriatica, io stesso mi sentirei scoraggiato a partire per il mare”.

I requisiti per l’albo

Si terrà conto di criteri di professionalità come già accade in altri ambiti, dagli avvocati ai giornalisti”, continua il ministro Galletti. Si sta ancora valutando attraverso un tavolo tecnico di esperti, quali potranno essere i titoli di studio necessari per poter svolgere legittimamente la professione, “stiamo pensando ad un esame di ammissione”, conclude il ministro.