Price cap ed extra-profitti: il piano dell'Ue contro la crisi energetica

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AGI - Riduzione del consumo di elettricità; tetto ai ricavi dall'elettricità non generata dal gas (rinnovabili comprese); un contributo di solidarietà dalle aziende di combustibili fossili; maggiore liquidità alle società energetiche e, infine, un tetto al prezzo del gas russo. La Commissione europea scopre, in parte, le sue carte sulle proposte contro la crisi energetica.

Si tratta di cinque provvedimenti, non rivoluzionari ma comunque di peso, che l'esecutivo di Bruxelles porterà al tavolo del Consiglio straordinario dei ministri dell'Energia di venerdì. E con i ministri definirà i dettagli che la presidente Ursula von der Leyen non ha voluto ancora svelare.

Tra questi, ad esempio, l'ipotesi che il tetto per i prezzi dell'elettricità generata non dal gas sia fissato a 200 euro a megawattora (l'indice attuale è a 450 euro) e la quota eccedente sarà ritenuta extra-profitto e quindi potrà essere destinata alle famiglie e alle imprese vulnerabili. Il tetto al prezzo del gas russo dovrebbe essere invece attorno ai 35 euro a megawattora.

"Abbiamo lavorato davvero duramente negli ultimi mesi per avere la rete di solidarietà, importante per i Paesi perché possiamo garantire che il gas possa andare là dove è più necessario. Questo lavoro è stato necessario anche per avere altri fornitori così che non subire più i ricatti della Russia e degli annunci di Putin", ha spiegato von der Leyen in un punto stampa. "Il price cap al gas russo può procedere molto rapidamente. Ed è molto importante", ha aggiunto.

"Negli ultimi mesi Putin ha cercato di ricattarci, tredici Paesi membri hanno avuto tagli totali o parziali del gas russo. In questo modo non ci interessiamo più a questi annunci russi, perchè sappiamo che sono ricatti e che la cosa migliore è rafforzarci, avere altri fornitori e avere la solidarietà", ha sottolineato von der Leyen.

E dalla sua parte ha presentato due dati: gli stoccaggi di gas, a livello europeo, sono all'82% e la quota del metano importato dalla Russia è passata dal 40% pre-invasione all'attuale 9%. Oggi l'Ue riceve più gas dalla Norvegia che da Mosca.

Non sarà facile ottenere il via libera di tutti gli Stati membri. Ma la Commissione, facendo ricorso all'articolo 122 del Trattato, non avrà bisogno del voto all'unanimità. Si tratta di misure "temporanee e di emergenza".

Il comma uno dell'articolo è molto chiaro: "Fatta salva ogni altra procedura prevista dai trattati, il Consiglio, su proposta della Commissione, può decidere, in uno spirito di solidarietà tra Stati membri, le misure adeguate alla situazione economica, in particolare qualora sorgano gravi difficoltà nell'approvvigionamento di determinati prodotti, in particolare nel settore dell'energia".

L'Ue potrà così aggirare l'eventuale contrarietà dell'Ungheria, che continua a siglare contratti di fornitura del gas con Gazprom, e il malessere dell'Olanda che rischia di perdere l'attuale ruolo centrale del Ttf, la Borsa del gas di Amsterdam.

Per molti alla base delle speculazioni che hanno generato i prezzi stellari delle scorse settimane. Tra i suoi provvedimenti, la Commissione studia anche la fissazione di un indice di riferimento per il prezzo del gas naturale liquefatto (Gnl) slegato dal Ttf di Amsterdam su cui si basa il gas da gasdotto.

L'esecutivo europeo "collaborerà con i partecipanti al mercato e le autorità di regolamentazione per accelerare la creazione di un parametro di riferimento dei prezzi del Gnl rappresentativo e ampiamente utilizzato per le forniture a termine nell'Unione", si legge nel non-paper presentato.

Le proposte nel dettaglio

Tornando alle cinque proposte, per quanto riguarda il risparmio di elettricità, von der Leyen ha spiegato: "Ciò che è cambiato è che l'approvvigionamento energetico globale è scarso. Ciò richiede una riduzione intelligente della domanda. Serve una strategia per appiattire i picchi che guidano il prezzo dell'elettricità. Proporremo un target obbligatorio per la riduzione del consumo di elettricità nelle ore di punta. E lavoreremo a stretto contatto con gli Stati membri per raggiungere questo obiettivo".

Sugli extra-profitti: "Proporremo un tetto ai ricavi delle aziende che producono elettricità a basso costo. Le fonti di energia a basse emissioni di carbonio stanno realizzando entrate inaspettate, che non riflettono i loro costi di produzione. è giunto il momento per i consumatori di beneficiare dei bassi costi delle fonti di energia a basse emissioni di carbonio, come le rinnovabili. Quindi proporremo di reincanalare questi profitti inaspettati per sostenere le persone vulnerabili e le aziende ad adattarsi", ha evidenziato la leader dell'esecutivo Ue.

Lo stesso vale per le compagnie che lavorano con le fonti fossili. "Anche le compagnie petrolifere e del gas hanno realizzato enormi profitti. Proporremo quindi un contributo di solidarietà per le aziende di combustibili fossili. Perchè tutte le fonti di energia devono aiutare ad affrontare questa crisi. E gli Stati membri dovrebbero investire queste entrate per sostenere le famiglie vulnerabili e investire in fonti energetiche pulite di produzione propria", ha affermato von der Leyen. La quarta misura riguarda il sostegno in termini di liquidità alle "società di servizi energetici per far fronte alla volatilità dei mercati". "Attualmente - ha spiegato la presidente - viene loro richiesto di fornire importi inaspettatamente ingenti di fondi, il che minaccia la loro capacità di negoziare e la stabilità dei mercati futuri.

In questo modo aiuteremo a facilitare il sostegno alla liquidità da parte degli Stati membri per le società energetiche". Inoltre, verrà aggiornato il quadro temporaneo degli aiuti di Stato per consentire la rapida fornitura delle garanzie statali. Infine viene proposto un tetto al prezzo del gas russo.

"L'obiettivo qui è molto chiaro. Dobbiamo tagliare le entrate della Russia che Putin usa per finanziare questa atroce guerra contro l'Ucraina", ha ribadito von der Leyen. Tuttavia il price cap potrebbe riguardare anche il gas naturale liquefatto che viene importato da altre regioni. "Vogliamo assicurarci di restare competitivi, quindi non perdere i fornitori, ma allo stesso tempo di non pagare cifre astronomiche", ha detto von der Leyen.