Pride ritrovo di disadattatì: bufera su consigliera FI del Milanese

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Image from askanews web site
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Milano, 1 lug. (askanews) - "Chiunque con un po' di sale in zucca sa benissimo che questi ritrovi di disadattati, soggetti schizoidi in piena crisi dissociativa, e ragazzini invece confusi e manipolati, lungi da avere alcun valore politico hanno molto di psichiatrico e qualcosa di sulfureo". E' quanto ha affermato la consigliera di Forza Italia, Antonia Parisotto, nel suo intervento (da remoto) nel corso del Consiglio comunale di Cesano Boscone (Milano) parlando del Pride.

L'intervento, letto in collegamento dal suo studio di avvocato, era mirato a contestare il patrocinio concesso dal Comune di Cesano Boscone (attraverso l'assessora Ilaria Ravasi) alla manifestazione dell'orgoglio LGBT+, bollata sempre dalla Parisotto come "una squallida manifestazione che non ha nulla di culturale".

"E' chiaro che al fondo di tutto vi è un preciso intento ideologico volto a far sì che la scientificità del dato per cui, in natura, secondo processo binario, vi è maschio e femmina, venga snaturata nella realizzazione di un progetto che va contro l'umano. Questo è il fine perseguito con il Ddl Zan (...) fortemente caldeggiato dalla Giunta di Cesano" ha proseguito, tra le proteste degli altri consiglieri, Parisotto che è la vedova di Roberto Sandalo (Roberto Angelo Maria Severini), l'ex militante di Prima Linea poi dissociato, diventato estremista cattolico e condannato per una serie di attentati dinamitardi contro alcuni luoghi di culto islamici.

Contro le parole della consigliera si sono espressi, tra gli altri, il sindaco di Cesano, Simone Negri, e il locale Partito Democratico che in una nota afferma "siamo esterrefatti e disgustati (...) da toni e terminologie che mal si conciliano con il rispetto della persona nella sua forma più essenziale". "In nessun contesto sarebbe ammissibile ascoltare affermazioni così inqualificabili, non possiamo a maggior ragione accettare che siano state pronunciate in un'aula consiliare, luogo simbolo della democrazia cittadina dove le sensibilità di ciascuno devono essere rappresentate, difese e rispettate" scrivono ancora gli esponenti dem locali, che concludono "per evitare che simili episodi si ripetano in futuro rivendichiamo l'urgenza di approvare in Parlamento il Ddl Zan e chiediamo con forza le immediate dimissioni della Consigliera Parisotto".

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