Prigione di Alcatraz: la storia e i film più celebri

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Oltre al Golden Gate Bridge, il simbolo di San Francisco è certamente The Rock, ovvero la prigione di Alcatraz che si staglia su un isolotto roccioso, a 2 km dalla costa. Questo luogo, che vide tra i suoi prigionieri più illustri Al Capone, appare senza speranza per chi tentava di scappare: eppure 3 detenuti sono passati alla storia per essere riusciti a fuggire.

La storia della prigione di Alcatraz

Si deve allo spagnolo Juan Manuel Diaz il nome dell’isola, ribattezzata da questo appunto “La Isla de los Alcatraus“, cioè l’isola dei pellicani. Alcatraz, prima messicana, fu acquistata dal governo federale degli Stati Uniti d’America nel 1846 e il suo ruolo cambiò con l’inizio della corsa all’oro nella metà del XIX secolo. La Baia di San Francisco cominciò a pullulare di traffici commerciali tanto che si rese necessario la costruzione di un faro sull’isola: accanto ad esso fu eretta una cittadella che, da deposito armi, divenne ben presto una prigione. La nuova destinazione a struttura detentiva di Alcatraz fu ufficializzata nel 1866 per i prigionieri della guerra civile appena conclusasi.

Nel 1908 divenne Wester U.S. Military Prison e, un anno dopo, subì lavori di restauro che videro l’abbattimento del faro, poi ricostruito, e la modifica della cittadella originaria adibita principalmente a ospitare celle sotterranee: al di sopra di quest’ultima fu costruita la struttura carceraria che ancora oggi è possibile visitare. Alcatraz è sempre stata considerata un carcere di massima sicurezza a prova di evasione, essenzialmente per il fatto di essere circondato dalle acque fredde e infide della Baia di San Francisco.

Ogni prigioniero era rinchiuso in celle piuttosto piccole e i più irrequieti andavano incontro alle prigioni sotterranee, chiamate The Hole: qui infatti non c’era luce, letto e nemmeno il minimo dei servizi igienici.
I costi di gestione di questo monumentale carcere erano però davvero esosi: il coordinamento delle guardie nei differenti blocchi del carcere e l’arrivo dei generi alimentari via mare comportava un esborso tanto notevole da portare alla chiusura della prigione di Alcatraz.

La prigione di Alcatraz: i film

La prigione di Alcatraz ha ispirato molti film di grande successo quali: “La sfida di Alcatraz” di Paul Wendkos basato su un tentativo di fuga del 1946 di sei detenuti; “L’uomo di Alcatraz” di Frankenheimer del 1962 è invece basato sulla storia di un carcerato che per evadere dalla dura realtà comincia ad allevare uccelli; “L’isola dell’ingiustizia” di Marc Rocco del 1995 narra invece della lotta per i diritti umani all’interno del carcere da parte di un giovane avvocato.

Fuga da Alcatraz“, diretto da Don Siegel, è infine il più celebre film dedicato alla leggendaria evasione dei fratelli Anglin e di Frank Morris. Morris, interpretato da Clint Eastwood, fu arrestato per una rapina a mano armata e possesso di narcotici: i suoi continui tentativi di fuga lo portarono ad Alcatraz nel 1960. I fratelli Anglin invece si trovarono nel carcere di San Francisco per scontare la pena a causa di rapine in banca compiute di cui si resero protagonisti. Tutti e tre, con l’aiuto di Allen West, cominciarono a progettare l’evasione da Alcatraz sin dal 1960: con il tempo riuscirono a procurarsi tutti i materiali di cui avevano bisogno per realizzare una sorta di zattera e per costruire delle teste di cartapesta che avrebbero ingannato le guardie, guadagnando così del tempo.

Come via di fuga scelsero un condotto di areazione che tutti e tre si impegnarono con pazienza e a turno ad allargare, usando un semplice cucchiaio. Il giorno scelto per la fuga arrivò: era l’11 giugno del 1962. I fratelli e Frank Morris riuscirono ad arrivare sul tetto della prigione e da qui, senza essere scorti dalle guardie, raggiunsero la spiaggia, usarono la zattera scomparendo nel nulla. La caccia all’uomo iniziò solamente il mattino seguente ma dei detenuti non fu rinvenuta alcuna traccia, se non i resti della zattera su Angel Island. L’FBI 17 anni dopo chiuse il caso: si pensò fossero annegati ma molte testimonianze dei familiari degli evasi dimostrano come i tre abbiano probabilmente cambiato paese.