A Prima della Scala una Tosca kolossal, inedita e cinematografica

Alp

Milano, 2 dic. (askanews) - "Con questa 'Tosca' abbiamo la fortuna di sentire pagine che non abbiamo ascoltato prima, in particolare otto inediti tagliati da Puccini già dalla seconda esecuzione dell'opera che si tenne nel febbraio 1900 a Torino, circa due mesi dopo la prima mondiale avvenuta a Roma. Si tratta quindi di pagine che sono svelate al pubblico per la prima volta e sono contento della splendida partecipazione dei cantanti e del regista Davide Livermore che hanno capito il peso interpretativo che richiede quest'opera". Così il direttore musicale del Piermarini Riccardo Chailly ha presentato l'opera tratta dall'omonimo dramma di Victorien Sardou, che sabato 7 dicembre inaugurerà la nuova Stagione d'opera del Teatro alla Scala di Milano, nella partitura della prima assoluta andata in scena a Roma il 14 gennaio 1900.

Un'opera in tre atti, documentata nell'edizione critica a cura di Roger Parker per Ricordi, che si annuncia in formato kolossal, ricca di cambi di scene e di piani, "quasi dei movimenti di camera", "in un fluire cinematografico che vuole la partitura" ha spiegato Livermore, sottolineando che "Puccini anticipa il cinema" e che "Tosca è un'opera cinematografica, in cui ogni azione viene raccontata dalla musica". Il regista torinese torna ad inaugurare la Stagione scaligera insieme con la soprano Anna Netrebko, lo studio Giò Forma per le scene, D-wok per i video, Antonio Castro per le luci e Gianluca Falaschi per i costumi, dopo il grande successo ottenuto l'anno scorso con "Attila". Sul palco con la superstar russa (alla sua quarta Prima, la terza con Chailly, e che per le tre recite di gennaio sarà sostituita da Saioa Hernández, anche lei già nel cast di "Attila") ci saranno, tra gli altri, il tenore Francesco Meli (Cavaradossi) e il baritono Luca Salsi (Scarpia). L'opera è l'ultima del sovrintendente Alexander Pereira, che il 16 dicembre prossimo sarà sostituito da Dominique Meyer e passerà alla guida del Maggio musicale fiorentino.

"L'attualità di 'Tosca' sta nella grandezza della musica: è scritta nel 1900 ed è uno squarcio sul futuro di tutto quello che viene più di un secolo dopo" ha affermato Chailly a margine della presentazione ufficiale della Prima, aggiungendo che "la modernità del soggetto rende 'Tosca' oggi attualissima, credibilissima e affiancabile anche a realtà, haimé, molto crude e dure della nostra società". "C'è da mettere in scena un capolavoro, non c'è da rivoluzionare nulla" ha chiarito Livermore a chi gli domandava se esisteva un parallelo tra la vicenda di Tosca e l'odierna battaglia delle donne contro le molestie sessuali, aggiungendo "è una storia senza tempo che spero non valga per il futuro, ma valeva nel passato e vale nella contemporaneità: noi però non facciamo cronaca ma arte, serviamo gli autori".

(segue)