Prima sconfitta per i "No Green pass" in tribunale: respinto ricorso dei consumatori

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- (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
- (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Arriva la prima sconfitta per i “No Green Pass”. Il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso di un’associazione di utenti e consumatori, denominata “Diritto e Mercato”, che aveva presentato un ricorso contro il decreto del governo di fine luglio che, oltre a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre, prevede anche l’utilizzo del certificato verde.

A riportare la notizia è Repubblica, scrivendo che il giudice ha dichiarato inammissibile il ricorso d’urgenza specificando:

“Ogni valutazione sul decreto e sull’eventuale e generica lesione di diritti non attiene a un giudice civile. E questo perché si tradurrebbe in una valutazione di legittimità costituzionale che, semmai, può essere sollevata alla Corte costituzionale da un magistrato nel corso di un giudizio pendente. In altri termini, il giudice del Tribunale civile chiude la strada a chi intenda mettere in discussione il Green Pass”.

L’associazione “Diritto e Mercato” chiedeva tra l’altro di bloccare il Green Pass - che da oggi viene esteso anche ai trasporti a lunga percorrenza e al personale scolastico - ritenendolo “discriminatorio verso i visitatori di bar, ristoranti e musei, anche se sani e non positivi al Covid”.

Veniva inoltre lamentata la violazione della privacy, delle libertà costituzionalmente garantite e dell’articolo 3 della Costituzione, ″in quanto chi non si vaccina sta esercitando un proprio diritto″. Inoltre, per l’associazione, la norma non consentirebbe ai cittadini di effettuare il ″calcolo costi-benefici″⁣ rispetto alla vaccinazione. Il ricorso, scrive Repubblica, lamentava anche una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo

“in quanto lesivo della libertà di coscienza e di autodeterminazione. E spinge verso una vaccinazione che sconta però ‘l’assenza di certezza scientifica’ e si fonda su un vaccino che non è stato ‘approvato ma unicamente autorizzato’”.

Tutte le argomentazioni non sono però state accolte dal giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Roma che ha ritenuto inammissibile il ricorso in via d’urgenza.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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