Prima vacciniamoci, ma non smettiamo mai di discutere sulla libertà

·2 minuto per la lettura
Hp (Photo: Hp)
Hp (Photo: Hp)

Attenzione, però, a liquidare le riflessioni sulla libertà come moleste elucubrazioni, e lo studio sui limiti del potere dello Stato sui corpi (“habeas corpus”, ricorda qualcosa?), il confine tra libertà individuale e responsabilità collettiva come se fossero una mania da refrattari mimetizzati, o addirittura, bersagliati in questo modo nelle manifestazioni più fanatiche di insofferenza al dibattito critico, annunci di diserzione. Lo spirito di caserma mal si concilia con la libera discussione. Ma io, da vaccinista ultrà, da fervido sostenitore della necessita del green pass (con i limiti brillantemente motivati da uno studioso liberale del diritto come Michele Ainis, i cui scritti i pasdaran dell’obbligo universale e permanente dovrebbero avere l’accortezza di leggere), penso che non sia una fisima anarco-individualista la preoccupazione per i temi della liberta: libertà di lavorare, di andare a scuola, eccetera.

Ci sono pagine brillanti di “Sorvegliare e punire”, scritte da un autore un tempo sin troppo esaltato come Michel Foucault, che mettono ben in luce la delicatezza di un tema che dovrebbe esserci caro: fin dove sono libero, quante pretese può avere il potere sul mio corpo (c’è persino una branca del sapere che si chiama “bio-politica”, gli insofferenti potrebbero utilmente documentarsi prima di arruolarsi nel plotone d’esecuzione), quanto è larga la sfera inviolabile dei diritti individuali, fino a dove è consentito allargare le maglie del controllo sociale, eccetera eccetera.

Dopo esserci vaccinati in massa e subito, dopo aver seppellito nel ridicolo le assurdità dei no-vax, vediamo di non ignorare che nella nostra tradizione culturale ci sono due campioni del pensiero liberale come Locke e Stuart Mill che su questi temi sin sono impegnati per una vita e hanno fondato il concetto moderno di libertà individuale. Cerchiamo di non peggiorare troppo, di non diventare troppo rozzi e schiavi dell’intolleranza, allergici alla discussione critica perché un giorno, si spera, e grazie ai vaccini messi a nostra disposizione da una scienza libera, usciremo dalla pandemia e sarà brutto ritrovarci nel mezzo di una pandemia culturale che ci ha reso tutti un po’ più ottusi.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli