Primario di Torino: "No vax scettici sul vaccino nonostante la malattia"

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Primario sui no vax:
Primario sui no vax:

Domenico Vallino, primario dell’ospedale Mauriziano Umberto I di Torino, ha evidenziato come i no vax che finiscono in terapia intensiva per Covid continuino ad essere ostili al vaccino nonostante la gravità della malattia: “Il loro scetticismo supera la razionalità, ne vediamo di tutti i colori“.

Primario Vallino sui no vax

Per il momento nel nosocomio torinese è ricoverato un solo paziente in terapia intensiva, tre si trovano in sub-intensiva e 12 nei reparti di bassa intensità. Col ritorno delle vacanze già concluso per la maggior parte dei torinesi, l’ondata relativa ai rientri può quindi ritenersi esaurita.

Dei soggetti ricoverati, soltanto uno aveva completato il ciclo vaccinale, ma si tratta di un paziente fragile con una patologia ematologica sottostante. Gli altri, il 98%, non avevano ancora effettuato nemmeno la prima dose.

Primario Vallino sui no vax: “Ancora scettici nonostante la malattia”

Ne avevano diritto, avrebbero potuto farlo. Qualcuno si riserva di pensarci e di vedere cosa fare una volta guarito, ma la maggior parte di loro è ancora ostile al vaccino nonostante la malattia“, ha evidenziato il medico sottolineando come molti dei ricoverati siano ancora diffidenti nei confronti del vaccino. Anche perché, avendo contratto l’infezione, ritengono di avere anticorpi sufficienti ad evitare l’immunizzazione. Vallino ha poi evidenziato come lo scetticismo nei confronti del vaccino da parte di alcuni soggetti superi la razionalità.

Primario Vallino sui no vax: “Non ci saranno altri lockdown”

Per quanto riguarda l’autunno e l’eventuale colpo di coda del virus, che il virologo Pregliasco ritiene molto probabile con l’apertura delle scuole e gli sbalzi temici, Vallino crede che non ci saranno grandi ondate con l’aumento delle vaccinazioni. “Non ci saranno i disastri dello scorso anno, né altri lockdown: con un po’ di intelligenza, rispettando distanziamento e vaccinandoci, non sarà come l’anno scorso“.

Si dovrà infatti convivere col virus, che non sparirà di colpo e continuerà a mutare, ma il prossimo anno probabilmente sarà un’infezione presente che tenderà a non essere più così aggessiva. In caso contrario per il medico “sarebbe un disastro” e affrontare un altro autunno come lo scorso sarebbe veramente difficile. A suo dire ci sono comunque buone prospettive per cui questo possa non succedere.

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