Primario Fbf Erba: Covid in autunno? Noi ci prepariamo al peggio

Cro-Mpd

Roma, 8 lug. (askanews) - Rassicurare i parenti che nessun paziente sarebbe stato abbandonato a se stesso, non portare il virus a casa, riuscire a limitare al massimo il contagio del personale sanitario e poi la difficolt di reperire medici e infermieri, la capacit di fare network: la preoccupazione di non farsi cogliere impreparati da un eventuale replay dell'emergenza, in autunno. Luca Guatteri, primario della Terapia intensiva e Rianimazione dell'Ospedale Sacra Famiglia - Fatebenefratelli di Erba (Como) parla di questi mesi drammatici. La nostra Terapia Intensiva - racconta - ormai da qualche anno una Terapia Intensiva "aperta" e quindi tutta l'equipe medico-infermieristica ha l'abitudine al confronto costante con i parenti: in questi mesi ci siamo dovuti abituare a comunicazioni telefoniche spesso drammatiche in merito alle condizioni cliniche dei degenti. Abbiamo dedicato svariate ore al giorno per informare telefonicamente i parenti cercando di rassicurarli che nessun Paziente veniva abbandonato a se stesso. Se mi chiede quale sia stato l'aspetto peggiore di questa pandemia, non ho dubbi a risponderle che stato sicuramente questo: l'impossibilit di far entrare in reparto i parenti, parlare con loro di persona e fargli visitare i propri cari. A tutta la fatica fatta giorno per giorno in Ospedale, di cui peraltro ci accorgiamo solo ora, va aggiunta la paura di non portare il virus con noi fuori dall'Ospedale e quindi a casa con i nostri cari.

Il reparto stato tra quelli con il tasso pi basso di contagi tra i sanitari: E' stato possibile grazie a due fattori determinanti: la disponibilit di DPI e l'attenzione manicale al loro utilizzo. Il rifornimento costante di maschere, camici, visiere stato frutto del lavoro di tutta le persone che il nostro Ente ha dedicato al costante, seppur estremamente difficoltoso, approvvigionamento, sia nella sede centrale che qui a Erba e alla generosit di tante persone che hanno donato sia economicamente che direttamente i presidi. La comunit di Erba e dintorni si attivata per il "suo" Ospedale e noi non possiamo che essere grati a tutte queste persone sottolinea.

L'Ospedale di Erba si adoperato per entrare a far parte di studi multicentrici che sperimentavano l'utilizzo di farmaci dedicati, in epoca pre-pandemica, alla cura di altre patologie compresa tra le altre l'ozono-terapia. La carenza di Medici ed in particolar modo, la carenza di Specialisti in Anestesia e Rianimazione, stato ed ancora un problema reale. La pandemia ha dato vita ad un vero e proprio network di Terapie Intensive lombarde. Per l'immediato futuro, osserva, il nostro compito di non farci trovare impreparati: stare all'erta e preparaci al peggio anche se questo non dovesse materializzarsi. Dobbiamo mantenere alta l'attenzione sullo screening dei Pazienti che giornalmente accedono in Ospedale per prestazioni ambulatoriali, prelievi o ricoveri per interventi chirurgici. La pazienza che chiediamo all'utenza finalizzata a garantire la protezione di tutti. L'Ospedale di Erba ha completamente atteso le indicazioni di Regione Lombardia nel garantire percorsi separati e screening dei Pazienti. Posso dire orgogliosamente che grazie al lavoro di tutti, ad oggi, non abbiamo documentato neanche un caso di Pazienti che hanno contratto l'infezione all'interno dell'Ospedale.

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