Primavera araba: Egitto, torna libero Mubarak

Duccio Fumero
Dopo l’inizio delle sommosse popolari del 2011 arrivano le dimissioni dell presidente l’11 febbraio 2011.

Hosni Mubarak torna libero. L’ex presidente dell’Egitto potrebbe lasciare il carcere a breve, dopo che il procuratore generale egiziano Nabil Sadeq ne ha ordinato il rilascio. Una notizia che ha scosso l’Egitto e l’opinione pubblica, che a sei anni da quando l’ex uomo forte del Cairo fu deposto si è spaccata sulla sua figura.

Muhammad Hosni Sayyid Ibrahim Mubārak, nato il 4 maggio 1928, è stato Presidente dell’Egitto dal 14 ottobre 1981 fino all’11 febbraio 2011. Assunse la Presidenza, succedendo al Presidente Anwar al-Sādāt, a seguito dell’assassinio di questi il 6 ottobre 1981. Proprio l’assassinio di al-Sādāt portò il neoeletto presidente a promulgare uno stato d’emergenza, che restò però in vigore per tutti i trent’anni quasi di regime. Lo stato d’emergenza prevedeva per legge, tra le altre cose, arresti preventivi e controllo diretto dei media.

Hosni Mubarak è stato uno degli uomini forti del Medio Oriente per quasi trent’anni, facendo crescere molto il peso economico e politico dell’Egitto nel Mediterraneo e diventando a livello di politica estera un collante per evitare il degenerare della situazione in un territorio difficile, con la convivenza con lo Stato di Israele e i rapporti tesi tra i vari Paesi arabi.

Dopo l’inizio delle sommosse popolari del 2011, innescate dai recenti sommovimenti capitati in Tunisia – note con il nome giornalistico di “Primavera araba” -, e visto il prolungandosi in giorni di violenti scontri tra esercito e manifestanti, arrivano le dimissioni dell presidente l’11 febbraio 2011. Piazza Tahrir, al Cairo, luogo simbolo della rivolta, accoglie con manifestazioni di giubilo l’annuncio.

Il 2 giugno 2012 Mubarak è stato condannato all’ergastolo per cespiti illeciti, ma, come detto, ora dovrebbe arrivare la scarcerazione. Che spacca il Paese, con una parte degli egiziani che lo considera il male assoluto e una parte, ampia, che non ha mai smesso di rimpiangerlo. Sicuramente la sua liberazione e la sua resistenza a ben 89 anni d’età è simbolica del fallimento di una rivoluzione che aveva entusiasmato molti in giro per il mondo, ma che si è dimostrata una fiammella che ha acceso solo altri, gravi, problemi nella zona mediterranea.

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