I primi al mondo a rendere Bitcoin valuta legale

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Il giorno prima dell’adozione ufficiale di Bitcoin, valuta legale e riserva a fianco al dollaro statunitense, il presidente Nayib Bukele ha annunciato che il Paese ha acquistato nuovi bitcoin, arrivando a 400 per un valore di 20,9 milioni di dollari, e altri ne comprerà nelle prossime ore: il primo passo per aggiungere la criptovaluta al suo bilancio. “Dobbiamo rompere i paradigmi del passato. El Salvador ha il diritto di muoversi verso il primo mondo” ha scritto il presidente Bukele su Twitter, spiegando una mossa mirata soprattutto a eliminare i 400 milioni di dollari annuali in commissioni pagate sulle rimesse dall’estero, per la maggior parte dai cittadini emigrati negli Stati Uniti, e che costituiscono un quarto del prodotto interno lordo. Preparandosi al lancio, il governo ha installato sportelli ATM che permetteranno di convertire i bitcoin in dollari e prelevare senza commissioni dal proprio wallet digitale, Chivo, commissionato dal governo stesso e che arriva con 30 dollari in criptovaluta per ogni cittadino che lo scaricherà e si accrediterà con le proprie credenziali rilasciate a livello statale.

La speranza è anche che l’adozione della valuta digitale spinga verso l’inclusione finanziaria in un Paese dove circa il 70% dei cittadini non ha accesso ai servizi finanziari tradizionali. La nuova legge permette di pagare allo stesso modo in dollari come in Bitcoin, sia negli scambi tra privati che nei pagamenti pubblici e negli stipendi, e gli scambi in Bitcoin non saranno soggetti all’imposta sulle plusvalenze. Sulla carta nessuno sarà obbligato a usare la criptovaluta, ma in pratica non è possibile rifiutare un pagamento di beni o servizi in Bitcoin. Un esperimento senza precedenti che il mondo guarda con curiosità, alimentata sia dalle critiche che dai sostenitori.

La legge era passata il 9 giugno scorso, con 62 voti a favore, 19 contro e 3 astensioni. Ma la scelta del governo non rappresenterebbe il sentimento dei cittadini. Secondo sondaggio successivi, poco più del 20% dei salvadoregni era in favore dell’approvazione, il 24% scettico e il 54% apertamente contrario (fonte: JP Morgan), mentre secondo i dati della Central American University almeno il 70% è contraria alla decisione del governo, oltre ad ammettere di non aver compromesso come la valuta digitale potrà essere usata dai cittadini.

Una preoccupazione condivisa dal Fondo Monetario Internazionale, che teme in particolar modo per la volatilità di Bitcoin, e solleva timori per l’uso della criptovaluta nel riciclaggio di denaro. E così il rating di El Salvador è in discesa, con Moody’s che ha declassato il rating sovrano da B3 a Caa1 con outlook da stabile a negativo. Secondo l’agenzia infatti l’adozione di Bitcoin minaccerebbe la stabilità economica del Paese, rischiando anche di creare frizioni con i partner, tra cui proprio il Fondo Monetario Internazionale, con cui il governo ha in corso trattative per un prestito da 1 miliardo di dollari.

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