I primi nomi che si fanno per la candidatura "civica" in Umbria

A meno di due settimane dalla scadenza della presentazione delle candidature per le elezioni regionali in Umbria, prevista per il 27 settembre, restano ancora da sciogliere diversi per un'intesa tra Pd e M5s, nell'aria da quando i due partiti hanno dato vita al governo Conte due.

La lettera domenicale di Luigi Di Maio a La Nazione con la proposta di un 'patto civico' per l'Umbria, è lo snodo fondamentale. L'invito a formare un fronte civico, "purché tutti i partiti facciano un passo indietro" e restino fuori dalla Giunta, è stato accolto positivamente dal Pd, a partire dal segretario Nicola Zingaretti e dal capo delegazione Dario Franceschini.

"Siamo pronti a discutere e a trovare un'intesa sui programmi", commenta il commissario del Pd dell'Umbria, Walter Verini, "da tempo lavoriamo per questa prospettiva, mettendo da parte l'idea di candidature di partito. La lettera di Di Maio ha sbloccato la situazione, le condizioni per un patto ci sono".

Ma se il proposito di dialogare per trovare un accordo sui temi per un programma comune c'e', e' ancora un'incognita il nome del candidato. Il civico sostenuto dal Pd è Andrea Fora, ex presidente di Confcooperative ben visto nel mondo cattolico e tra i Cinquestelle romani - dai tempi in cui fu inviato a Roma dopo Mafia Capitale per 'ripulire' le cooperative finite nell'inchiesta - ma non viene menzionato nella lettera di Di Maio. Da giorni, invece, si discute dell'ipotesi di una candidatura di Brunello Cucinelli, l'imprenditore del cachemire molto influente nella sua regione, che piacerebbe al Movimento 5 stelle, ma che ad oggi ha sempre smentito questa possibilità.

"La candidatura di Cucinelli sarebbe una buona notizia ed è evidente che in questo caso Andrea Fora sarebbe pronto a un passo indietro per dare una mano a Cucinelli - sottolinea Verini - ma per ora ha sempre detto no". Il nome di Fora, per il commissario, non è in discussione. "Fora non è candidato del Pd - continua - è un esponente del mondo cattolico-sociale che può allargare molto i confini del tradizionale centrosinistra. Se ci fosse un'intesa sui temi, non credo che il suo nome potrebbe essere un ostacolo".

Del resto, ricorda Verini, "il Pd non voleva Giuseppe Conte Presidente del Consiglio, ma l'ostacolo è stato superato dopo aver raggiunto garanzie programmatiche". Andrea Fora stesso rispondendo all'Agi afferma di non essere stato ancora contattato dal Movimento 5 stelle. "Non sono stato chiamato - ha detto - ma lavoriamo in questa regione da anni, ci conosciamo e ci confrontiamo sui contenuti. Penso che l'accordo andrà trovato, dovremo tutti lavorare insieme per il bene dell'Umbria".

Nel M5s locale, però, sul suo nome c'è qualche malumore. Da Filippo Gallinella, deputato umbro pentastellato, arriva una netta chiusura e la richiesta di un passo indietro. "Il nome di Fora non va bene, è da tempo il candidato espresso dal Pd. Dobbiamo trovare insieme un candidato - insiste - noi abbiamo fatto una proposta, ma se non si troverà un altro nome andremo da soli. Ci sono tante altre liste civiche che appoggiano la proposta di Di Maio".

E proprio sul patto civico auspicato dal ministro degli Esteri, aggiunge: "Mi spaventa, è un'operazione difficilissima. Sarebbe la prima volta che il movimento si apre a liste civiche, ma si tratterà di liste e di giunta civiche. Metteremo poi ovviamente tutto ai voti su Rousseau e vedremo che succederà".