##Primi passi per il Conte 2: "Governo nel segno della novità"

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Roma, 29 ago. (askanews) - Promette un governo "nel segno della novità", non "contro" ma "per". E non potrebbe essere altrimenti, visto che il Giuseppe Conte che oggi ha accettato con riserva l'incarico di premier da Sergio Mattarella è lo stesso che fino all'8 agosto era considerato il garante dell'esecutivo gialloverde. Fuori la Lega, dentro il Pd: tecnicamente è esattamente quello che accade, ma politicamente è importante raccontare un altro film. Lo chiedono con insistenza i dem, la parola-tormentone è "discontinuità". Dovrà essere evidente nella squadra di governo ma anche nelle tematiche.

Alcune restano fuori dal discorso che Conte pronuncia allo studio alla Vetrata dopo 50 minuti di colloquio con il capo dello Stato: una su tutte, la questione immigrazione. Nessun riferimento nemmeno al taglio dei parlamentari, che pure è bandiera dei M5s. Tra le priorità ci sono invece i conti pubblici. "Mi metterò subito all'opera per una manovra che contrasti l'aumento dell'Iva, tuteli i risparmiatori, dia una solida prospettiva di crescita e sviluppo sociale". Tra le tematiche evidenziate anche: difesa dell'ambiente, lavoro, l'uguaglianza, rispetto delle istituzioni, tutela degli interessi nazionali ma in un quadro di multilateralismo.

Il premier incaricato ha però soprattutto l'esigenza di mostrare che indosso ha un vestito nuovo. "Non sarà un governo 'contro' ma un governo per modernizzare il Paese e per i cittadini. Realizzerò - dice - un governo nel segno della novità è quello che richiedono anche le forze politiche", "siamo agli albori di una nuova legislatura Ue e dobbiamo recuperare il tempo perduto per consentire all'Italia il ruolo da protagonista che merita. Il Paese ha l'esigenza di procedere speditamente".

Nel pomeriggio, dopo aver lungamente incontrato i due presidenti delle Camere, è cominciato il giro di consultazioni. I 'big' sono tutti domani, a cominciare dai due partiti che dovrebbero sostenere il suo secondo giro a palazzo Chigi, ossia M5s e Pd. Ma domani toccherà anche a Lega, Fdi e Forza Italia. Salvini ha deciso di mostrare tutto il suo sprezzo non presentandosi, anzi, non ci saranno nemmeno i capigruppo: a rappresentare il Carroccio saranno i due sottosegretari uscenti Lucia Bergonzoni e Claudio Durigon. Anche Giorgia Meloni ha deciso di disertare, mentre dovrebbe Silvio Berlusconi (a meno di cambi di programma dell'ultimo minuto) dovrebbe guidare la delegazione azzurra.