Primo giorno di 'lockdown' a Torino, "chiusi ma non troppo"

Marco Panzarella
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AGI - Poca gente per le vie del centro città, mentre non mancano le presenze nei mercati rionali, in prossimità dei banchi alimentari. Si presenta cosí Torino nel primo giorno di "zona rossa".

La città si é svuotata e nelle vie dello shopping le persone si contano sulle dita di una mano. Diverso il discorso nei mercati, dove non sembra essere cambiato nulla, a parte le mascherine obbligatorie (ma era già cosí) e le fila a distanza di sicurezza. 

​Alcuni bar hanno deciso di chiudere del tutto, altri offrono cappuccini, caffé e brioche da asporto. Lo stesso vale per i ristoranti, mentre nelle farmacie e parafarmacie si entra a turno.

Rispetto alla prima ondata, però, sono aperti barbieri e parrucchieri. "Ho dato uno sguardo in giro e sembra il deserto - spiega Natale Andrianó, storico barbiere di via Verdi, da cinquantuno anni punto di riferimento per il quartiere - per fortuna stavolta restiamo aperti, lavoriamo su appuntamenti e rispettiamo le norme di sicurezza".