Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 1 ago. (askanews) - Sui principali quotidiani italiani i titoli sono dedicati allo scontro sulla riforma della Giustizia, con il Cdm che si è chiuso a notte fonda con un nulla di fatto, o quasi, e ai dati dell'Istat su crescita e occupazione.

Il Corriere della sera titola: "La battaglia sulla giustizia. La Lega: no ai cittadini in ostaggio". "Bonafede: il vero nodo è la prescrizione". E poi il retroscena sulla lunga serata di ieri: "Il leader leghista sbotta: è un testo da gattopardi, si sono fatti fregare dai magistrati del ministero. Ma il vicepremier ottiene da Conte la fiducia sul decreto Sicurezza".

Nel testo il Corsera racconta che "intorno alle 20, Salvini sbuffa conisuoi: 'Si sono fatti fregare...'. Parla dei 5 stelle che si sarebbero fatti 'scodellare un testo da gattopardi, che non cambia nulla, scritto dai magistrati del ministero'. Un riferimento soprattutto al capo dell'ufficio legislativo del ministero della Giustizia, Mauro Vitiello, di area Magistratura democratica. Secondo chi lo ha sentito, il leader leghista si sarebbe anche concesso una battuta: 'Si sono fatti fregare, non so se tutti in buona fede. Nomen omen...'. Difficile dimenticare che il ministro alla Giustizia si chiama Bonafede". Poi "intorno alle 21.30 Salvini comunica ai suoi che tutto è in alto mare: 'Quando ci sono in ballo la libertà e i diritti di milioni di italiani, le cose bisogna farle bene...'. Al di là della lunga notte della giustizia, Salvini non ha ancora preso decisioni definitive. 'Aspetta al guado' dicono i suoi, il vicepremier attende la piega degli eventi: 'Occorre vedere le fondamenta della manovra che Tria e Conte intendono impostare'".

Su La Stampa stesso tema: "Lega all'attacco: ora blocchiamo la norma sulla prescrizione". "'Ecco perché fa così sulla giustizia - ripeteva ieri Luigi Di Maio con i suoi - Perché è in crisi d'astinenza di titoli da prima pagina che non siano inchieste o guai'. Di certo, Salvini vuole tornare a Milano Marittima con un altro scalpo in mano da esibire ai fan che in canottiera e infradito lo osanneranno in spiaggia e alla chiusura della festa della Lega in Romagna questo fine settimana. E l'obiettivo che per tutta la giornata di ieri è stato sullo sfondo del lacerante confronto con il M5S è di abbattere la legge sulla prescrizione che scatterà da fine 2019. Secondo l'accordo politico siglato a fine dello scorso anno, in coda all'approvazione della cosiddetta legge Spazzacorrotti, il congelamento dei tempi della prescrizione - proposto dai 5 Stelle - sarebbe entrato in vigore solo a condizione di approvare prima una legge in grado di dimezzare i tempi dei processi. Per il Guardasigilli Alfonso Bonafede, il suo pacchetto soddisfa questa richiesta. Per Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione, e donna di punta sui temi della giustizia, invece il testo del grillino non aggredisce al cuore il problema. Senza troppo edulcorare le parole, entrambi gli staff hanno confermato lo scontro tra i due in consiglio dei ministri. Per Bongiorno, nei fatti, non c'è alcun dimezzamento dei tempi. 'L'avevo detto io che quella legge sulla prescrizione era una bomba' è stato il pensiero espresso più volte da Bongiorno. Alla Camera è stata depositato un testo firmato Enrico Costa, di Fi, che eliminerebbe la legge grillina. Un testo che ora fa molto gola agli uomini di Salvini. Ma è un'altra la notizia che da Montecitorio arriva a Salvini, durante il muro contro muro sulla giustizia. Nella Giunta per le autorizzazioni il Pd e il M5S hanno votato assieme per l'ok all'arresto per il deputato forzista Diego Sozzani, indagato per corruzione. Lega e Fi hanno votato contro. 'Eccoli di nuovo insieme' nota Salvini".

Su La Repubblica invece il titolo di apertura è dedicato ai dati dell'Istat sulla disoccupazione, che secondo il quotidiano non è in calo: "Occupazione record". Purtroppo non è vero, scrive.

"Un tasso di occupazione al massimo storico: 59,2%. La disoccupazione al minimo dal 2012: 9,7%. Quella giovanile al livello più basso dal 2011: 28,1%. Com'è possibile se l'Italia, dopo una doppia recessione, ora è nel tunnel della stagnazione? I dati non devono trarre in inganno. L'Italia arranca, è fanalino di coda in Europa, i posti che crea sono di scarsa qualità, poche ore, paga bassa, produttività in picchiata, alto turn-over, crisi aziendali in crescita. A smontare ogni euforia, basta un confronto con i numeri della zona euro: occupazione al 73%, disoccupazione al 7,5% (siamo terzultimi prima di Spagna e Grecia), quella giovanile al 15,4%. Distanze siderali. Non solo. In dieci anni i contratti a tempo — che questo governo, anche a ragione, si vanta di avere ridotto, ma solo un po', con il decreto Dignità — sono esplosi di un terzo (da 2,2 milioni a 3 milioni). Tra questi, quelli a tempo parziale del 75% contro il 21% del tempo pieno. Il part-time involontario dilaga. Le ore perse rispetto al pre-crisi rasentano il 5%" E "la cassa integrazione straordinaria — un sostegno erogato ai lavoratori di aziende sull'orlo del baratro — è raddoppiata a giugno sull'anno prima, al Sud esplosa del 436% (dati Inps). Nei primi sei mesi siamo già a +42% sul 2018. E chi riceve la cigs sta a casa ma formalmente è ancora dipendente. L'Istat dunque lo calcola come occupato. Come pure chi dichiara di aver lavorato almeno un'ora nell'ultima settimana".