Primo piano - dai quotidiani

Red/Rus

Roma, 5 ago. (askanews) - Il governo alla prova della fiducia sul decreto sicurezza bis, il piano segreto di Tria per la prossima manovra e le stragi negli Stati Uniti, sono gli argomenti in maggiore evidenza sulle prime pagine dei quotidiani Italiani.

Il Corriere della Sera ricorda che tra oggi e domani ci sarà il voto sul decreto bis, ma nel Movimento Cinque Stelle cresce la fronda. Al Senato si gioca tutto sul quorum e decisivo sarà il numero dei partecipanti. Si tratta di una fase delicata che il premier Conte e Di Maio cercano di superare con una strategia di "contenimento", che escluda provocazioni alla Lega di Salvini.

L' appuntamento è per oggi a mezzogiorno, in Aula al Senato. A quell' ora comincerà il dibattito sul decreto legge "sicurezza bis", fortemente voluto dalla Lega e mal visto da buona parte del Movimento 5 Stelle. Si andrà di sicuro al voto di fiducia. In teoria ci sarebbero ancora 1.240 emendamenti da discutere e votare in commissione. Ma il decreto va convertito in legge prima della pausa estiva, altrimenti decadrebbe. I tempi saranno decisi oggi, dalla conferenza dei capigruppo. Ai cinque senatori del M5S che avevano già manifestato le loro perplessità, lasciando capire di essere pronti a non votare la fiducia, se ne sarebbero aggiunti altri due o tre. La maggioranza è sempre sul filo. Tendendo conto anche dei senatori a vita, che non sono tenuti ad iscriversi a un gruppo, il totale dei seggi a Palazzo Madama arriva a 321. Il quorum, nella remota ipotesi in cui tutti fossero presenti in un caldo lunedì di agosto, arriva dunque a 161. La maggioranza può contare in teoria su 165 voti (se teniamo conto di Bossi, che da tempo non vota). Basterebbero i malpancisti del M5S per andare sotto.

Su "Repubblica" c'è un approfondimento sulla prossima manovra. Rapporto deficit/Pil sotto l' 1,8%, clausole Iva da disinnescare tagliando le cosiddette "tax expenditures", ossia benefici e agevolazioni fiscali, dirottare gli 80 euro di Renzi su quella che Salvini chiama flat tax. La prossima legge di Bilancio che il governo dovrà presentare entro il 30 settembre, non è un recipiente da riempire. Almeno per il Ministero dell' Economia, è già pieno. Secondo "Repubblica", si tratta di un recipiente già colmo perché gli impegni presi dal governo per evitare in extremis la procedura d' infrazione con l' Unione europea costituiscono un vincolo piuttosto stringente. Obbligazioni assunte in particolare nelle lettere firmate il mese scorso dal premier Conte e dal ministro dell' Economia Tria.