Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 17 ott. (askanews) - Sui quotidiani oggi in edicola sono tre i temi che più di tutti occupano le prime pagine e i retroscena interni: la visita del presidente Sergio Mattarella negli Stati Uniti e lo scontro con il capo di stato Usa Donald Trump su dazi e Siria, la manovra con le interviste del premier Giuseppe Conte, il ministro dell'Economia Gualtieri e le analisi delle nuove tasse e dei contenuti della manovra.

Sul Corriere della Sera un retroscena sull'incontro Trump-Mattarella: "Da un lato c'è Sergio Mattarella, con lo sguardo più aggrottato del solito, le spalle chiuse, la voce bassa e tesa, che sollecita 'un metodo collaborativo per trovare insieme delle soluzioni' allo scontro sui dazi ed evitare così che si produca una 'spirale di ritorsioni da ambo le parti'. Dall'altro lato c'è Donald Trump, che fissa con aria spavalda le telecamere, allarga assertivamente le braccia per rafforzare i concetti, parla con toni stentorei, evoca i dazi come 'un risarcimento dovuto' all'America e accusa semmai l'Europa d'aver 'approfittato della debolezza' dei suoi predecessori, e chiude il discorso con un 'adesso pari siamo', concedendo una complice strizzatina d'occhio a qualche cronista". "Mattarella, rivelatosi più arcigno di quel che molti si aspetterebbero data la sua mitezza esteriore, ha tenuto il punto". "Alla fine, Trump si è rassegnato con un'apertura: 'Accogliamo l'invito dell'Italia a cercare un accordo con la Ue sul tema del deficit commerciale. Potrei risolverlo ora, ma sarebbe troppo pesante. Non voglio essere duro'". "'Amicus Plato, sed magis amica veritas', è la risposta del nostro capo dello Stato. Il quale, citando la sentenza latina, non cede: 'Platone è mio amico, ma la verità lo è di più. Quello della Turchia resta un grave errore, che l'Italia ha condannato senza esitazioni'".

Su La Stampa un altro approfondimento sulla visita di Mattarella e l'incontro con Trump: "Aperture all'Italia, critiche all'Europa. Secondo uno schema ormai collaudato della sua presidenza, il capo della Casa Bianca Trump ha gestito così l'incontro di ieri con il collega del Quirinale Mattarella, cercando da una parte di rafforzare il legame con Roma, ma dall'altra di dividerla, o quanto meno marcare la differenza rispetto a Bruxelles. Il presidente italiano però non lo ha seguito su questa strada, ringraziando per le aperture di credito al nostro Paese, ma restando fermo nella difesa dell'Unione tanto sulla questione dei dazi, quanto su quella dell'intervento turco in Siria". "La prima apertura di credito Trump l'ha fatta sui dazi che entreranno in vigore domani, dopo che la Wto ha autorizzato gli Usa ad imporre tariffe da 7,5 miliardi di dollari alla Ue per i sussidi ad Airbus: 'Esamineremo la situazione. L'Italia dice che non c'entra nulla con Airbus e la stiamo trattando troppo duramente. Noi non vogliamo essere duri con lei, perciò vedremo cosa si può fare'". "La seconda apertura l'ha fatta su Huawei, cioè l'allarme lanciato in più occasioni dagli Usa sui pericoli per la nostra sicurezza nazionale e quella della Nato, se Roma affidasse ai cinesi la costruzione del sistema di comunicazioni digitali 5G: 'Sono soddisfatto per le garanzie ricevute dai leader italiani. All'inizio non era così, ma ora lo sono'. La terza apertura è venuta sugli F35, nonostante le critiche perché non abbiamo ancora centrato l'obiettivo sottoscritto in sede Nato di investire almeno il 2% del pil nella difesa: 'L'Italia ha appena annunciato che comprerà 90 caccia, una buona notizia'".

Sull'altro tema caldo, la manovra, Libero apre a tutta pagina sulle nuove tasse: "La manovra è un attentato. Piovono tasse dal governo. Salvini colto da un malore. Giochi, diesel, plastica, case, affitti: tanti balzelli, tutti inutili. Partite Iva crocefisse. Lotta ai contanti: se regali 2mila euro al figlio vai nei guai".

Stesso tono e tema sul Giornale: "RAPINA IN CASA. Aumentano le imposte sugli immobili e sugli affitti. Colpito anche il popolo delle partite Iva. E spuntano anche altri dodici miliardi di tasse in più". "La continuità tra il Conte 1 e il Conte 2 sta tutto in quella formula 'salvo intese' con cui all'alba di ieri il governo giallorosso ha dato il via libera alla legge di Bilancio". "Tasse più salate per i trasferimenti immobiliari tra privati e cedolare secca più alta per gli affitti calmierati, destinati ai ceti meno abbienti".