Primo piano - dai quotidiani

Dmo

Roma, 24 ott. (askanews) - Sui quotidiani in edicola oggi nelle prime pagine si tratta ancora il tema della Manovra, dopo la lettera di chiarimenti inviata dal governo a Bruxelles, c'è spazio sulle prime pagine anche per i 39 corpi senza vita, probabilmente migranti, trovati in un camion in Gran Bretagna. E infine ampio spazio con molti retroscena sull'audizione del premier Giuseppe Conte al Copasir sul Russiagate.

Sul Corriere della Sera si sottolinea che "ci sono ancora alcuni punti oscuri rispetto ai rapporti tra i servizi segreti italiani e il ministro della giustizia statunitense William Barr. Ombre che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non è riuscito a dissipare durante le dichiarazioni pubbliche, ma neppure nel corso della sua audizione di fronte al Copasir. E tutte riportano all'interrogativo chiave rimasto senza risposta: perché il capo del governo ha autorizzato quei contatti diretti anziché gestirli personalmente?". "L'obiettivo degli Stati Uniti, come ha confermato Conte, era scoprire che fine avesse fatto Joseph Mifsud, il professore della Link University di Roma che nel Russiagate ha un ruolo chiave. Nel 2016 è proprio lui a rivelare allo staff di Trump che i russi hanno numerose mail compromettenti contro la candidata dei democratici Hillary Clinton. Incontra più volte l'emissario George Papadopoulos ma un anno dopo sparisce all'improvviso. E Trump si convince che in realtà Midsuf sia un 'agente provocatore' di alcuni servizi segreti europei con un obiettivo preciso: dimostrare che il presidente americano aveva cercato di incastrare la Clinton. Ecco perché Barr vuole rintracciarlo o comunque scoprire che fine abbia fatto". E "tra le altre questioni aperte ci sono le informazioni consegnate a Barr. Ufficialmente Conte ha ribadito che non è stata trovata alcuna notizia utile e dunque nulla è stato rivelato al ministro della Giustizia americano".

Su La Stampa si tratta l'altra faccia della polemica sul Russiagate, cioè la richiesta di Conte a Salvini di chiarire i suoi legami con Mosca: "Ormai c'è poco di politico nel duello tra il leghista e Giuseppe Conte che ieri, all'uscita dal Copasir, ha tirato in ballo l'altro Russiagate, quello casalingo, quello che coinvolge Gianluca Savoini, uno delgli uomini più vicini a Salvini. Sul famoso incontro del Metropol, sui presunti finanziamenti russi e su tutta la coda di domande che sono rimaste senza risposta, il leader della Lega continua a non voler riferire davanti alla commissione di controllo sui servizi segreti, che ieri ha ascoltato il premier sui colloqui tra gli 007 italiani e il ministro della Giustizia americano William Barr. Nella sua contromossa Conte sostiene che dovrebbe essere Salvini a chiarire perché, quando era ministro dell'Interno, negli incontri istituzionali con le massime autorità russe e l'intelligence moscovita, si portasse sempre dietro Savoini, collaboratore di casa a Mosca ma senza alcun titolo per stare lì". "Ma in questa sfida tra i due ex alleati, sempre più apertamente antagonisti, non mancano altre sorprese. La Lega infatti è intenzionata a tornare su un altro filone che coinvolge il presidente del Consiglio. 'Perché invece di diffondere tutti questi sospetti Conte non risponde sulla storia della fattura firmata con Alpa?'. La domanda se la pone Salvini ed è la stessa al centro dell'interrogazione parlamentare depositata il 3 ottobre dalla senatrice Lucia Borgonzoni".

Su La Repubblica si parla invece di una Commissione su Moscopoli: "Il rilancio è stato deciso nelle ultime ore: la maggioranza giallorossa è pronta a varare una commissione per fare luce su Moscopoli. L'obiettivo è inchiodare Matteo Salvini alle sue eventuali responsabilità nella vicenda del Metropol. Fare luce sui presunti finanziamenti irregolari alla Lega, su cui già indaga la magistratura. E farlo in fretta: con un'indagine conoscitiva parlamentare o con una vera e propria commissione d'inchiesta, la cui legge istitutiva verrebbe votata già nelle prossime settimane. Il piano è stato discusso negli ultimi giorni dai vertici dei gruppi parlamentari Pd e 5S. Sono stati informati anche i capi delegazione al governo, così come i ministri di peso dell'esecutivo. Giuseppe Conte, ovviamente, è tenuto costantemente aggiornato. E ieri, tra le righe, ha fornito una prima 'copertura' politica all'operazione". "L'idea, adesso, è di accelerare su questa strada, assorbendo le proposte esistenti in una nuova iniziativa di maggioranza, calibrata anche alla luce delle novità delle ultime settimane. L'unico dubbio che tormenta la maggioranza si può riassumere nell'interrogativo su cui si esercitano i vertici 5S e dem in queste ore: è consigliabile varare una commissione mentre è in corso un'inchiesta della magistratura, partita nel febbraio 2019? Non si rischia una fastidiosa sovrapposizione? Nulla di irregolare, sia chiaro, ma una valutazione politica ancora in corso. L'alternativa, comunque, è già pronta. Si chiama indagine conoscitiva. Permette di affidare a una commissione parlamentare permanente - in questo caso, probabilmente, la Esteri - l'approfondimento sui fatti di Moscopoli. Al progetto lavora in silenzio la dem Lia Quartapelle".

Su Il Giornale, "Conte svicola e accusa Salvini": "La miglior difesa è l'attacco. E così, fedele al vecchio adagio, dopo aver fatto l'avvocato difensore di se stesso sulla vicenda Russiagate prima davanti al Copasir e poi in conferenza stampa, Giuseppe Conte affonda il colpo su Matteo Salvini e i suoi presunti rapporti con Mosca. Un filone - quello dell'incontro all'hotel Metropol tra Gianluca Savoini e i tre uomini dell'establishment russo - che sia il premier sia la maggioranza M5s-Pd si stanno preparando a tenere il più possibile sotto i riflettori". "Alla fine, dunque, le due vicende sono destinate ancora una volta a incrociarsi. In comune hanno la Russia e il coinvolgimento dei servizi di intelligence. La prima è quella che riguarda il presunto complotto anti Trump, al quale l'amministrazione Obama (con l'aiuto del governo italiano) avrebbe cucito addosso un finto collegamento con Mosca. Ed è su questo che il procuratore generale americano William Barr ha chiesto informazioni ai nostri Servizi in due incontri autorizzati da Conte ad agosto e settembre scorso. Il secondo, invece, riguarda l'incontro all'hotel Metropol di Mosca tra Savoini - ex portavoce di Salvini e uomo vicinissimo alla Lega - e tre russi per trattare una presunta tangente da 65 milioni di dollari destinati alle casse del Carroccio". "'La verità - ha aggiunto (Salvini) parlando con i suoi - è che Conte è sempre più confuso e ormai mi insulta ogni giorno. Chissà cosa avrà da nascondere…'. Sulla vicenda Metropol, però, M5s e Pd hanno intenzione di insistere a lungo. Perché, avrebbe detto in privato il premier, 'qui l'unico Russiagate è quello di Salvini'. Tanto che la maggioranza giallorossa sta valutando l'ipotesi di aprire in Parlamento un'indagine conoscitiva sulla questione. Anche se c'è chi vorrebbe alzare ancora di più il tiro e spinge per l'istituzione di una vera e propria Commissione parlamentare d'inchiesta. Che ha poteri pari a quella della magistratura e che potrebbe tenere a lungo sotto i riflettori la vicenda Savoini".