Primo piano - dai quotidiani

Red/rus

Roma, 16 set. (askanews) - "Sfida al Governo da Pontida" E' questo il titolo di apertura del Corriere della Sera che racconta la domenica dell'orgoglio leghista. Da Pontida parte la sfida al nuovo governo lanciata da Matteo Salvini. "Faremo opposizione con i referendum - dice il leader del Carroccio -. Lo faremo sulla legge elettorale e sulla sicurezza, se la toccheranno". Intanto, sull' altro versante, messaggio a Renzi da Zingaretti e Franceschini: 2Restiamo uniti, questa è casa tua".

Il Movimento 5 Stelle cede all' invito pd di correre insieme per le prossime Regionali, a partire dall' Umbria.

La formula che evita ai grillini di usare la parola "alleanza" o "coalizione" è "patto civico":. Luigi Di Maio lancia l' operazione con una lettera al quotidiano La Nazione ricordando che a causa di quell' inchiesta per corruzione "la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini è crollata".

Nel frattempo, nel Pd tiene banco il rischio scissione. "Fino all' ultimo dobbiamo sperare che la scissione sia solo un brutto sogno", premette Luigi Zanda, senatore e tesoriere del Pd in un'intervista a "Repubblica".

"Però", aggiunge subito dopo, "non si può neanche continuare a parlarne su giornali e tv senza chiarirne il significato, senza chiudere con una decisione, in un senso o nell' altro".

"Questa minaccia incombente condanna il governo, e di conseguenza il Paese, a restare sospesi nel limbo: in una situazione di incertezza che fa male a entrambi. Col rischio concreto che la destra autoritaria ed eversiva di Salvini rialzi la testa. Ecco perché adesso spero in un sussulto di responsabilità da parte di Renzi: rompere il Pd significa indebolire sia il Conte Due sia la maggioranza, costretta a tenere conto di un altro interlocutore e di nuovi equilibri. Si inserirebbe un elemento di instabilità di cui in questa fase non si sente il bisogno" aggiunge Zanda.

Renzi "è sempre stato convinto che fosse necessario attirare i voti della destra. Lo pensava e lo diceva, sebbene in modo diverso, anche da segretario del Pd. Io naturalmente gli faccio i miei auguri, ma non credo proprio che oggi chi si considera berlusconiano, o sostiene Salvini, o fa il tifo per la Meloni possa facilmente trasformarsi in renziano".