Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 18 ott. (askanews) - La tregua in Siria, ottenuta dal pressing statunitense sulla Turchia, e il nuovo accordo sulla Brexit tra Gran Bretagna e Unione europea, su cui permane l'incognita del passaggio parlamentare nel Regno, contendono e in molti casi scalzano dall'apertura dei quotidiani le continue tensioni nella maggioranza "giallorossa" sulla manovra di Bilancio.

Tensioni che però proseguono, vivaci: "Se Renzi tenta il ribaltone per sostituire il premier, sarò io a portare il Paese ad elezioni", avrebbe fatto sapere Nicola Zingaretti, a quanto riporta La Stampa in un retroscena riferito "da chi nel M5S frequenta le stanze di Palazzo Chigi".

"E sarò io - avrebbe ancora detto il segretario del Pd - a lanciare come candidato premier Giuseppe Conte, perché è lui che vincerebbe di sicuro la sfida con Salvini". Questa "contromossa", dice il quotidiano, segue i vertici Pd e 5Stelle dopo la cena con Luigi Di Maio della settimana scorsa e segna una precisa strategia di dissuasione di Zingaretti, che mette in conto un rapido precipitare della situazione dopo il varo della manovra.

Secondo il Corriere della Sera "La manovra è sotto assedio" con Italia Viva dell'ex premier Renzi e i 5 Stelle ponti a una "battaglia di emendamenti" in particolare sul limite ai pagamenti in contati, sulla tassa sulle bevande zuccherate e su Quota 100.

Repubblica invece apre sulla tregua in Siria ma assieme alla denuncia sull'uso di bombe al napalm e al fosforo da parte delle forze turche. Accuse respinte da Ankara. E con un appello firmato da Roberto Saviano: "L'Europa fermi il massacro".

Il fatto quotidiano invece mette risalto una indagine sulla "mappa di evasione e corruzione: ecco chi ci ruba 170 miliardi l'anno", toccando un altro tema sensibile tra quelli affrontati con la manovra. Quasi specularmente all'opposto il Giornale apre con la proposta "Tetto alle tasse", di Forza Italia che raccoglie firme per mettere nella Costituzione un limite a un terzo del Pil alla pressione fiscale.

Il Sole 24 Ore invece si concentra su un aspetto dei provvedimenti appena sfornati. "ArcelorMittal, cade lo scudo dell'immunità", dopo un "blitz" del Movimento 5 Stelle nel decreto salva imprese: le tutele legali per i manager dell'ex Ilva saranno abolite. E' il risultato di un accordo con il Pd. No comment di ArcelorMittal, mentre i sindacati sono preoccupati: rischia di essere "un alibi all'azienda per andar via".