Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 31 ott. (askanews) - Le tensioni nella maggioranza di governo, l'accordo di fusione FCA-Peugeot e il consueto tema dei migranti sono in primo piano sui quotidiani in edicola oggi.

La manovra continua a far fibrillare le due principali componenti del governo Pd-Cinque stelle, scrive il Corriere della Sera, che ospita anche un intervento a firma Nicola Zingaretti, il quale parla della necessità di rifondare il partito superando divisioni ed egoismi.

Tuttavia, secondo il giornale milanese, anche nel Centrodestra è bufera, dopo l'astensione sulla mozione Segre al Senato, sulla quale quell'area politica si è astenuta.

Punta invece sulla lotta al vertice del Movimento cinque stelle Libero. "Vogliono cacciare Di Maio", scrive il giornale di destra, per il quale "l'ormai ex leader" è disperato: Beppe Grillo "lo contraddice di continuo" e i gruppi parlamentari sono contro di lui. Vittorio Feltri prevede che dopo la caduta di Di Maio, salterà anche il governo.

La Stampa incentra la sua apertura su uno scontro a tutto campo in corso tra Pd e M5S all'interno del governo. Al centro del conflitto l'informazione, con il caso di Radio Radicale, e la questione dei migranti.

Proprio su quest'ultimo tema apre il Giornale. "Conte si prende anche i migranti della Merkel", scrive, sostenendo che il governo avrebbe ceduto a Berlino accettando di riprendere indietro i migranti sbarcati in Italia e poi arrivati in Germania.

Da posizione opposta, anche il manifesto sceglie di aprire sui migranti. Con il titolo "Memoria corta", dà notizia del contrasto nella maggioranza sul Tavolo Asilo, con il Pd che chiede una revisione e Di Maio che vuole continuare con il sostegno alla guardia costiera libica.

Duro il titolo anche di Avvenire che parla di "Patto col diavolo", scrivendo che Roma va verso la conferma dell'accordo con la Libia, mentre le Ong lamentano che un rinnovo del patto vuol dire "continuare a finanziare i lager".

Infine, il terzo tema caldo è l'accordo FCA-Peugeot. La Repubblica parla di "fusione calda", che fa nascere un gigante europeo da 45 miliardi di euro, quarto gruppo automobilistico al mondo.

Sulla Stampa Mario Deaglio sostiene che la fusione FCA-Peugeot rappresenta "un buon auspicio per l'Europa costretta a un ruolo mondiale di secondo piano.