Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 30 gen. (askanews) - Il panico da coronavirus invade i quotidiani italiani, che nelle edizioni odierne dedicano grande spazio all'infezione partita da Wuhan, in Cina.

Il Corriere della Sera titola in apertura "Virus, italiani in quarantena". Per i 59 italiani in rientro da Wuhan ci saranno 14 giorni di isolamento, secondo quanto scrive il giornale milanese. Intanto le grandi corporation presenti in Cina, da Starbucks a Ikea, stanno chiudendo temporaneamente i loro store.

"Cina, chiuso per virus", titola invece la Repubblica in apertura. Maurizio Crosetti racconta il diffondersi del panico in Italia e il quotidiano romano invece segnala che la Cina rischia un punto di Pil a causa dell'epidemia.

La Stampa sceglie un taglio simile. "La grande fuga dal virus cinese - Aerei a terra, fabbriche ferme" scrive il quotidiano torinese, che però vuole anche lanciare un monito contro "gli eccessi dell'isteria collettia" con un editoriale di Eugenia Tognotti.

Il Foglio, dal canto suo, spiega che esiste un "vero virus che la Cina non può curare": si tratta della "sfiducia generata dai regimi illiberali" contro il quale l'unico vaccino è "la globalizzazione".

L'altro grande tema è la formalizzazione della Brexit all'Europarlamento, dove è stato cantato il "Valzer delle candele" per chiudere la parentesi della permanenza del Regno unito nella Ue. Il Corsera spiega nelle pagine interna "Perché i britannici non sono mai stati europei".

Avvenire racconta che, dopo la Brexit, ora per Londra si pone il problema della Scozia, che vuole l'indipendenza. Repubblica invece pubblica l'intervento fatto ieri al Parlamento europeo dalla senatrice a vita Liliana Segre, che ha commosso gli europarlamentari.

Sui giornali, per quanto riguarda la politica italiana, continuano a risuonare le conseguenze delle elezioni regionali di domenica, in particolare della sconfitta della Lega in Emilia Romagna. Il Giornale lamenta l'apertura di "un'inchiesta sul citofono", cioè sulla controversa citofonata di Matteo Salvini, il leader della Lega, ha una famiglia tunisina a Bologna, nella quale il politico ha suggerito che questa spacciasse stupefacenti. Secondo il Giornale sarebbe sotto indagine il "maresciallo" che fece la "soffiata" a Salvini.

Su Repubblica il ministro all'Economia Roberto Gualtieri invita il Pd in un'intervista ad aprirsi perché "non deve perdere i ceti moderati". Intanto il Movimento Cinque Stelle "nell'anarchia rinvia gli Stati generali".

Intanto Salvini è contro le candidature del centrodestra per le prossime regionali di Raffaele Fitto in Puglia e Stefano Caldoro in Campania, secondo quanto attribuitogli da Repubblica "perdenti". Per quanto riguarda la Puglia, la Gazzetta del Mezzogiorno vede una corsa con "Poli divisi" e segnala la possibilità che Ivan Scalfarotto venga proposto dai renziani in Puglia in alternativa al candidato vincente già alle primarie Michele Emiliano.

Ernesto Galli della Loggia, in un fondo sul Corriere della Sera, di "scegliere", perché le elezioni in Emilia Romagna hanno dimostrato che si vince "al centro".

Il manifesto, dal canto suo, apre - oltre che sul coronavirus - anche con un articolo in cui depreca l'ipotesi di una proroga dell'accordo sull'immigrazione tra Italia e Libia. In un'intervista all'europarlamentare Pd Pietro Bartolo, medico da tempo impegnato nel soccorso ai migranti, dice: "Disumano finanziare i campi libici".