Primo piano - dai quotidiani

Dmo

Roma, 2 gen. (askanews) - Il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è al centro delle prime pagine dei principali quotidiani italiani con la sua road map, quasi un manifesto delle future generazioni. Spicca poi l'intervista al leader leghista Matteo Salvini su La Stampa, la crisi del M5S con l'espulsione di Gianluigi Paragone e la nuova prescrizione.

Su La Repubblica: "Fiducia, giovani, futuro". "L'Italia che vuole Mattarella. In dieci milioni davanti alla tv per il discorso del presidente, un richiamo all'unità e al senso civico per ridare speranza al Paese. Grande attenzione alle nuove generazioni e all'ambiente. Stop alle fake news sui social". "Puntare sui giovani, che hanno capito, meglio della classe dirigente, politica e non, quali sono le sfide veramente decisive che attendono il Paese. Il discorso di fine anno di Sergio Mattarella, che ha incollato davanti alla tv oltre 10 milioni di italiani, è anche un manifesto dedicato alle nuove generazioni. Alle quali vanno trasmesse 'fiducia' e 'responsabilità', ma allo stesso tempo 'occasioni di lavoro correttamente retribuite'. Un invito a spezzare la spirale perversa del precariato, di paghe spesso miserabili, che costringono anche i più bravi 'a un esodo verso l'estero'. È un elogio a tutto tondo della generazione Greta, che avverte 'meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo interdipendente'. I giovani hanno chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. Hanno capito inoltre che la conversione ecologica, può 'offrire lavoro e sviluppo'. In questo sostegno alle ragioni dei ragazzi c'è la lezione di Aldo Moro, che il presidente cita spesso: cercare un dialogo costante con le nuove generazioni, tenere vivo un dialogo, un canale. 'Sui giovani occorre investire molto', ha detto".

Sul quotidiano anche un retroscena sulla "sfida anche per Conte. Sopravvivere a gennaio e accelerare sul programma". "Primum vivere: ecco il buon proposito di Giuseppe Conte per il 2020. Sopravvivere a un gennaio 'infernale', con un piano che Palazzo Chigi studia da settimane. Poi, già da febbraio, accettare la sfida che arriva dal Quirinale: fare di più, fare meglio, alzare l'asticella, fissare un'agenda che consenta di andare avanti prosciugando il sovranismo. Ecco il piano, allora. Il primo obiettivo del premier è evitare la spallata di Matteo Salvini. Durante le feste i segnali negativi non sono mancati, perché sul fianco destro del Movimento il rischio è sempre lo stesso: lo sgretolamento. La paura è che dopo l'espulsione di Gianluigi Paragone sancita ieri sera, altri dieci senatori si rivendano al segretario della Lega. Per questo, è già partita la controffensiva. Il primo tassello è già al suo posto: Luigi Di Maio sembra ormai convinto di dover proseguire la legislatura, promette di voler imprimere una svolta 'verde' e sociale ai temi del Movimento, lavora per ridurre le sacche di malcontento e isolare i pochi filo-leghisti tra i 5S. Ma c'è di più. I contatti tra la maggioranza e Mara Carfagna sono costanti. La vicepresidente della Camera, d'altra parte, può contare su uno sponsor discreto ma d'eccezione: Gianni Letta. 'Serve un po' di stabilità a questo Paese', il suo consiglio riservato. Lo storico braccio destro del Cavaliere sostiene tutti quelli che si impegnano per un'alternativa al leader del Papeete (certo non ostacolato da Berlusconi, che si muove sempre su almeno due tavoli). Pur restando in Forza Italia, allora, i parlamentari di Voce Libera non consentiranno un incidente parlamentare a Palazzo Madama. 'E questo perché noi abbiamo bisogno di tempo per costruire il progetto', ripete spesso Renata Polverini. Quindi niente crisi e niente elezioni anticipate, che d'altra parte molti azzurri considerano peggio delle sette piaghe d'Egitto".

Anche Il Giornale parla del discorso di Mattarella e lo definisce "Il programma 'ombra' di Mattarella è una frustata per il governo. Il capo dello Stato richiama i giallorossi e detta le priorità: giovani, lavoro e famiglia. L'omaggio all'Italia silenziosa che non ha smesso di darsi da fare". "Un discorso, si sarebbe detto una volta, liberale, con una certa idea dell'Italia, del suo funzionamento, delle ragioni dello stare uniti al di là degli scontri tra fazioni. La parola chiave è 'responsabilità', perché, afferma, usciremo dalla crisi solo se tutti faranno la loro parte. Vale per chi è oggi al potere e anche per la gente normale, 'forze politiche, cittadini, imprese, associazioni'. Il Paese deve avere fiducia, credere nei propri talenti, facendo leva sull'identità italiana, che non è più una parolaccia da sovranisti, bensì la chiave per una nostra diversità vincente. Si è chiuso l'anno di Leonardo, si apre quello di Raffaello e il prossimo sarà quello di Dante. 'Incontro ministri e capo di Stato. All'estero ci vedono protesi nel Mediterraneo per geografia e storia, e registro speranze e aperture. Non soltanto per l'arte e i paesaggi, ma per la creatività, lo stile di vita, la politica di pace, la capacità dimostrata nelle missioni militari a finire della stabilità internazionale e contro il terrorismo, l'alto valore delle nostre imprese'. Tuttavia non possiamo risposare sugli allori, puntare solo sul patrimonio culturale e il Made in Italy. 'Il futuro è già cominciato, scandisce le nostre vite. Dobbiamo investire sui giovani'. Ragazzi che oggi non trovano lavoro, sottopagati, costretti dopo la laurea a fare la valigia e cercare fortuna altrove. L'Italia è diventato un Paese per vecchi. 'La fiducia - spiega Mattarella - va trasmessa ai giovani, ai quali dobbiamo affidare maggiori responsabilità'".

Sul Corriere della Sera c'è spazio per la riforma della giustizia: "Parte la nuova prescrizione: stop dopo il primo grado. Ma la battaglia non è finita. Bonafede: orgoglioso della riforma. Le critiche di Pd e renziani". "I renziani minacciano di sostenere Forza Italia per abrogare la legge, la Lega si prefigge di presentare un suo testo sulla materia in modo da cancellare quello della maggioranza, il Pd, in vista del vertice di governo del 7 gennaio, chiede garanzie su una riforma più organica altrimenti presenterà una sua proposta, gli avvocati sono in stato di agitazione di permanente e promettono battaglia, oltre ad esigereidati reali sulla prescrizione dal ministero della Giustizia. Nel giorno in cui entra in vigore, scontenta quasi tutti e continua a suscitare polemiche la riforma-bandiera dei 5 Stelle che prevede che la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado o il decreto di condanna. In sostanza, la prescrizione termina di decorrereapartire dal primo giudizio, senza fare alcuna distinzione, però, tra sentenza di condanna e sentenza di assoluzione. Dunque, tutto congelato fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del decreto penale. Esulta il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha fortemente sostenuto la riforma: 'Io rispetto l'opinione di tutti ma devo dire che sono molto orgoglioso del fatto che oggi 1 gennaio 2020 la prescrizione così come siamo stati abituati a conoscerla non esiste più, almeno per quanto riguarda la fase successiva alla sentenza di primo grado. Adesso dobbiamo metterci al lavoro compatti per la riduzione dei tempi del processo perché è giusto che tutti i cittadini abbiamo diritto a un processo che abbia una durata breveeragionevole nel penale e nel civile'. Ed esulta anche Luigi Di Maio: 'È un giorno importante perché entra in vigore la legge sulla prescrizione che la toglie di mezzo. Da oggi si stabilisce un po' di fiducia in più fra i cittadini e le istituzioni. Siamo un pò di più tutti uguali di fronte alla legge'. Ma il rischio che in Parlamento si formi una maggioranza diversa, sul disegno di legge presentato da Enrico Costa, di Forza Italia, è reale".