Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 8 gen. (askanews) - E' l'attacco iraniano alle basi Usa in Iraq ad aprire le prime pagine del Corriere della sera e di Repubblica di oggi. Un attacco, scrive il quotidiano diretto da Carlo Verdelli, che avrebbe potuto "fare strage di soldati e carabinieri italiani". Nella capitale irachena, infatti, "più di cento nostri militari rischiavano di diventare 'danni collaterali', vittime di una rappresaglia diretta esclusivamente contro gli Stati Uniti. Questo timore è stato raccolto anche dal Quirinale, preoccupato per l'evoluzione drammatica del confronto in Iraq. Come spesso è accaduto nell'ultimo anno sulle questioni di politica estera, la presidenza della Repubblica ha sottolineato la necessità di un intervento immediato. Con una priorità chiara: salvare il contingente di Bagdad da ogni pericolo".

"C'è stato - racconta Repubblica - un frenetico scambio di comunicazioni tra i vertici della Difesa e il generale Paolo Fortezza, che guida l'operazione in Iraq. Il suo comando è alle porte di Erbil, nel Kurdistan: la regione dove si sente meno la tensione con l'Iran e la comunità sciita è minuscola. Ed è stato rapidamente organizzato il 'disimpegno': i primi 40 carabinieri hanno già lasciato la base della capitale. Trenta sono in un altro edificio della città, dieci hanno raggiunto la zona curda. Il resto del reparto dell'Arma li seguirà entro poche ore; poi si muoverà il distaccamento di incursori della Task Force 44. I nostri militari non si sono mostrati preoccupati per i razzi". Repubblica riporta anche le parole di un graduato su una chat sicura: "Se non riesci a fare i conti con la paura, non affronti questa vita. Quando ti arruoli sai benissimo che potresti finire in Iraq o in Afghanistan".

Si concentra sulla situazione in Libia invece la Stampa. "Fallisce il vertice di Bruxelles sulla Libia. Oggi a Istanbul il summit tra Putin ed Erdogan sul futuro di Tripoli. A Sirte è battaglia fra le truppe di Haftar e quelle di Sarraj", scrive il quotidiano torinese che intervista l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti: "Solo una forza di pace dell'Europa può fermare Russia e Turchia in Maghreb", dice il deputato del Pd.