Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 21 gen. (askanews) - Il caso Gregoretti, con Salvini che si manda a processo (come titola il Corriere della Sera) e la vicenda del nuovo virus cinese che "può passare da uomo a uomo" sono i temi in evidenza oggi sui principali giornali.

La Lega - riporta il Corriere della Sera - ha votato ieri per l'autorizzazione a procedere per Matteo Salvini, come aveva chiesto l'ex ministro, dicendo no alla proposta del presidente della Giunta per le Immunità parlamentari del Senato, Maurizio Gasparri, appoggiata da 4 di Forza Italia e Alberto Balboni di Fratelli d'Italia. La maggioranza, polemicamente, aveva disertato la Giunta. Ma per il notista politico del Corriere, Massimo Franco, si è trattato di una "sceneggiata" bipartisan che ha molti padri, "e avranno tutti il compito non facile di spiegare una vicenda incomprensibile ai più, e che ha visto un uso strumentale delle istituzioni".

Anche Repubblica apre sul caso Gregoretti. E in un commento Stefano Folli parla di "autolesionismo della tattica Pd": "Ci sono pochi dubbi che Salvini desiderasse un palcoscenico per gli ultimi giorni di campagna elettorale, dove esercitare il suo talento di astuto demagogo con quel tanto di enfasi cinica che lo porta a paragonarsi a Guareschi o a Silvio Pellico e a invocare un 'processo politico' che lo coinvolga insieme a tutto il 'popolo italiano'. Il problema è che questo palcoscenico glielo ha fornito la maggioranza di governo". Nelle pagine interne si segnala un intervista a Giovanni Rezza, responsabile delle malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, sul caso del nuovo virus di Wuhan che ha fatto già quattro morti. "Dobbiamo evitare che il nuovo virus arrivi da noi" dice Rezza. Si tratta - spiega l'esperto - di "un coronavirus, parente di quello della Sars. Dovrebbe avere l'80-90% del patrimonio genetico identico".

Pure La Stampa di Torino apre sul caso Gregoretti e sulla vicenda del nuovo virus cinese "che si trasmette da uomo a uomo". In un commento il politologo Giovanni Orsina spiega perché le Sardine potranno alla fine favorire la Lega nel voto di domenica in Emilia-Romagna, "per quattro ragioni. Perché ne hanno confermato la centralità nello spazio pubblico, e chi sta al centro parte sempre in vantaggio. Perché con l'andar del tempo paiono essersi rinchiuse sempre di più nei tradizionali spazi simbolici e culturali della sinistra, e c'è da chiedersi quanto il loro messaggio sia riuscito a superare i confini dell'elettorato progressista più convinto e mobilitato. Perché alla sinistra hanno sì dato entusiasmo, ma di certo non contenuti originali, confermando quanto sia difficile da quella parte il rinnovamento. Perché chiudendosi nei tradizionali spazi simbolici e culturali della sinistra, e riproducendone i contenuti, potrebbero aver ulteriormente irritato e respinto quella parte dell'elettorato, maggioritaria ormai anche in Emilia Romagna, che non si riconosce nei discorsi progressisti, o non ci si riconosce più".