Primo Piano - dai quotidiani

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Roma, 23 gen. (askanews) - Le prime pagine dei quotidiani sono dominate dall'addio, o forse l'arrivederci, di Luigi di Maio alla guida del Movimento 5 Stelle a pochi giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria. Un addio "al veleno" secondo La Stampa, accompagnato da un tirata contro i "peggiori nemici", quelli interni, usciti allo scoperto "solo per pugnalare alle spalle": principale indiziato Alessandro Di Battista. La guida del movimento è affidata alla reggenza di Vito Crimi fino agli stati generali di marzo, in vista di una "rifondazione". Il premier Giuseppe Conte si rammarica della decisione, ma aggiunge che il governo non è a rischio. All'attacco il leader della Lega Matteo Salvini: "questa è la fine dei 5S".

Proprio Salvini è protagonista di una vicenda che trova ancora spazio sulle prime pagine, con le polemiche e le proteste dalla Tunisia per la sua citofonata davanti alle telecamere a una famiglia tunisina che vive a Bologna di cui secondo lui farebbe parte uno spacciatore. L'ambasciatore tunisino a Roma ha scritto alla presidente del Senato per bollare "una deplorevole provocazione" mentre il vicepresidente del parlamento tunisino ha definito l'ex ministro dell'interno "un razzista". Il presunto pusher, studente 17enne, si è rivolto a un legale e intende sporgere denuncia.

Ampio spazio anche alla quarantena di Wuhan, la città cinese di 11 milioni di abitanti dove si sarebbe originata l'epidemia di coronavirus che ha già ucciso 17 persone e che si sta diffondendo con rapidità. Le autorità di Pechino hanno deciso di isolare le città interrompendo i trasporti da e per Wuhan.

Il Sole 24 Ore apre con la guerra commerciale strisciante tra Usa e Ue: "subito un accordo o misure dolorose" ha tuonato il presidente Usa da Davos, mentre sulla web tax, ricorda il quotidiano economico, è tregua tra Washington e Parigi, mentre la Stampe dice che Trump "invia Pence a trattare con l'Italia". Il vicepresidente Usa sarà domani aroma dove vedrà Conte e Mattarella.

Su La Repubblica infine un'intervista a Paolo e Claudia Regeni, genitori di Giulio, ricercatori universitario torturato e ucciso in Egitto quattro anni fa, che chiedono al governo di ritirare l'ambasciatore al Cairo.