Primo piano - dai quotidiani

Red/rus

Roma, 18 nov. (askanews) - "Povera Italia indifesa" è il titolo di apertura della "Repubblica" che, come tutti i principali quotidiani italiani, dedica grande attenzione all'emergenza maltempo.

Fanno paura i grandi fiumi gonfiati delle piogge. È un allarme diffuso dall' Emilia alla Toscana, dal Lazio alla Campania. L' Arno spaventa Firenze e Pisa, le lascia nell' ansia per tutta la domenica. La gente guarda dai ponti e dalle spallette la corrente trascinare a valle tronchi e plastiche, il livello dell' acqua alzarsi. Una piena così non si vedeva da quasi trent' anni: "Almeno dal 1992" dice il sindaco di Firenze Dario Nardella. Gli studenti della scuola Normale, a Pisa, racconta "Repubblica" si sono mobilitati con un tam tam su Facebook per mettere in salvo i libri della biblioteca portandoli ai piani alti, i soldati della Folgore sono intervenuti per rinforzare con i sacchi di sabbia le spallette e alzarle di una quarantina di centimetri per reggere la piena della notte appena passata. Oggi chiuse scuole, università e uffici pubblici. Oltre all' Arno preoccupano il Reno in Emilia e il Tevere nel Lazio. Allagamenti, frane, strade interrotte e mareggiate si sono succedute come un bollettino di emergenza in varie parti d' Italia. A Napoli sul lungomare il vento e la pioggia hanno causato allargamenti e alcuni tratti stradali sono interrotti. A Giugliano un albergo è stato evacuato, per le mareggiate Procida è rimasta isolata. Nel Casertano campi sott' acqua con danni «gravissimi» per l' agricoltura, denuncia Coldiretti.

Sul Corriere della Sera che ieri ha rivelato come Elisabetta Trenta, l' ex ministra M5S della Difesa, sia rimasta a vivere nell' alloggio di servizio, un appartamento di 180 metri quadri in zona San Giovanni, pur non avendo più oggi un ruolo pubblico, parla proprio l'ex ministra.

"Sono molto arrabbiata. Questa storia mi porterà dei danni. È evidente che ormai sono sotto attacco" spiega Elisabetta. "Non ho chiesto subito l' alloggio pur avendone diritto, ma soltanto nell' aprile scorso. Ho resistito il più possibile nel mio. Un ministro durante la sua attività ha necessità di parlare con le persone in maniera riservata e dunque ha bisogno di un posto sicuro".

"Quando sono diventata ministra, mio marito è stato demansionato. Ora ha di nuovo i requisiti. E comunque noi prima facevamo una vita completamente diversa. Dopo la vita del marito ha seguito quella della moglie. Se vivevamo in due uno sull' altro poteva andare bene, poi le condizioni sono cambiate. E anche adesso continuo ad avere una vita diversa". La nostra sottolinea "è una vita di relazioni, di incontri". In realtà "mio marito ha la residenza nella sua città dove ha una casa, ma ha diritto ad avere l' alloggio dove lavora. Invece l' appartamento di Roma al quartiere Pigneto è intestato soltanto a me. Finora è rimasto vuoto, non l' ho affittato. Continuo a pagare il mutuo e sono nella legalità e per questo non capisco gli attacchi. Crede davvero che se non fosse stato tutto in regola lo Stato maggiore avrebbe dato il via libera?".