Primo piano - dai quotidiani

Red/rus

Roma, 11 nov. (askanews) - "Attacco in Iraq alle forze speciali: feriti 5 italiani" è questo il titolo di apertura del Corriere della Sera che, come la gran parte dei principali quotidiani italiani, dedica grande attenzione all'attentato contro i soldati italiani in Iraq. Ieri mattina un ordigno rudimentale, scoppiato vicino a Kirkuk, ha investito in pieno il convoglio di un team misto di forze speciali. Cinque i militari feriti, tre in modo grave. Non sarebbero in pericolo di vita, a uno di loro è stata amputata una gamba. Due sono parà Col Moschin dell' Esercito e tre sono incursori Comsubin della Marina militare. «Non credo purtroppo si tratti di un' azione isolata, anzi ho il timore che dietro l' ordigno che è esploso ci sia una regia: potrebbe essere iniziata una nuova fase, con l' Isis che piano piano si riorganizza, anche se una risposta certa potranno darcela solo i nostri analisti già al lavoro nella zona di Kirkuk...». Lo spiega sul "Corriere della Sera" il generale in congedo Marco Bertolini, 66 anni, figlio di un reduce della Battaglia di El Alamein, ha diretto dal 2004 al 2008 il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali. "Di sicuro, da quando Trump ha annunciato il ritiro degli americani dall' est dell' Eufrate, si stanno rimescolando le alleanze in tutta la grande area del Kurdistan, area sempre più instabile. Ricordo che l' Isis nel 2014 nacque proprio nel nord dell' Iraq e a Mosul addirittura batteva moneta. Ora è molto più debole certo, ma non vorrei che l' esplosione che ha coinvolto i nostri militari fosse l' azione di qualcuno che voglia accreditarsi, mettersi in luce, ritagliarsi nuovo spazio". Spazio sui giornali anche per le tensioni dentro a Forza Italia col probabile addio di Mara Carfagna e le sirene renziane. "Questa non è una caserma: si può discutere, anche dissentire. Quello che è difficile in questo partito è andarsene: chi lo ha fatto, da Fini prima ad Alfano, ad Ala, non ha avuto grande successo...". Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, in un'intervista al Corriere della Sera, premette: "Non voglio attaccare nessuno, nella mia esperienza politica non l' ho mai fatto. Ma noi non siamo sottomessi a nessuno. Siamo alleati con la Lega, i centristi, FdI dal 1994, certo. Ma siamo saldamente nel Ppe, saremo protagonisti al prossimo congresso di Zagabria del 20 novembre, io sono candidato alla vicepresidenza, Berlusconi interverrà. Il nostro ancoraggio è molto chiaro, nessuno pensa ad un partito unico. Il nostro ruolo per bilanciare la coalizione sul piano internazionale è essenziale". Sulla Carfagna dice: "A lei è sempre stato proposto di far parte del coordinamento del partito, dove ci sono persone rispettabili. Nessuno ha mai pensato di escluderla. E l' Altra Italia è un progetto di cui parliamo da tempo per aprirci sempre più alla società civile, ma non c' è alcuna intenzione né di sostituire il nostro partito né di cercare un leader, che abbiamo: è Silvio Berlusconi".