Primo piano - dai quotidiani

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Roma, 3 feb. (askanews) - Il coronavirus cinese, e più specificamente il suo isolamento da parte di una equipe di ricercatrici dell'ospedale romano Spallanzani, domina le prime pagine dei quotidiani italiani, relegando la politica in secondo piano.

I giornali, soprattutto quelli di destra o centrodestra, celebrano la vicenda con titoli forti: si va da Libero ("A Roma in 48 ore trovano il virus", sottotitolo: "Dagli italiani una lezione al mondo"), passando dal Giornale ("Antivirus Italia") fino al Tempo: "Che ipocriti sullo Spallanzani", "Ministri e politici tutti a fare complimenti ai virologi che ieri hanno isolato il micidiale coronavirus. Ma da anni lasciano senza fondi per la ricerca l'istituto di Roma che scoprì pure il virus dell'Ebola": in sintesi, "Il Governo si ruba la scoperta"). Più sobrio il Corriere della Sera ("Ora l'Italia cerca la cura"), La Stampa dà la parola alle "ricercatrici italiane: così abbiamo svelato i segreti del coronavirus", mentre Repubblica ribattezza le ricercatrici "Gli angeli del virus".

Il Fatto quotidiano è uno dei pochi quotidiani ad aprire sulla politica, e in particolare al "patto dei 2 Matteo": "Renzi lavora per Salvini", scrive il quotidiano diretto da Marco Travaglio, secondo il quale il segretario della Lega e il leader di Italia viva sono "d'accordo su tutto: prescrizione, regionali (e Verdini)...". Per quanto riguarda la Lega, su Repubblica Gad Lerner intervista Umberto Bossi, che boccia la linea nazionalista del suo successore alla guida della Lega: " Le ultime elezioni ci dicono che la strategia di andare al Sud è entrata in crisi. Torniamo indietro fin che siamo in tempo. Sono convinto che l'autonomia è una meta che raggiungeremo, per questo tengo duro". Quanto al mondo renziano, invece, secondo Il Mattino c'è l'idea di candidare la ministra Teresa Bellanova in Puglia.

Il tema della prescrizione emerge tra le questioni al centro del dibattito parlamentare dei prossimi giorni. Sul Corriere della Sera Giovanni Bianconi spiega che "ora la mediazione di cui il premier Giuseppe Conte s'è fatto direttamente garante è arrivata al 'lodo' che prevede la sospensione sine die della prescrizione solo per i condannati in primo grado, e non anche per gli assolti; per Bonafede sembra il massimo delle concessioni possibili, gli altri chiedono ulteriori aggiustamenti". Sul piano più squisitamente politico, "è soprattutto il Pd, stretto fra gli 'opposti estremismi' di Bonafede e di Renzi, a chiedere che alle dichiarazioni di disponibilità al dialogo il ministro faccia seguire un atteggiamento meno intransigente. E arrivati al punto in cui le divisioni degenerano in scontro aperto, non può che essere il presidente del Consiglio a spingere il Guardasigilli verso un ulteriore passo verso le richieste degli alleati. Altrimenti si annuncia il 'liberi tutti' in Parlamento, dove giacciono almeno tre proposte (Forza Italia, Pd e Iv) per cancellare la riforma Businarolo-Bonafede. E dove ognuno potrà rivendicare scelte autonome visto che nel programma del Conte II, al capitolo giustizia, non è scritto che la nuova prescrizione non possa essere toccata".