Primo piano - dai quotidiani

Rea

Roma, 4 dic. (askanews) - Due interviste aprono i principali quotidiani: il Corriere parla con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che apre alla possibilità di un rinvio per l'ok al Mes, subordinandolo al via libera all'intero pacchetto compresa l'unione bancaria; repubblica ha invece un colloqui con il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, che avverte l'alleato M5s: "Basta ricatti o non abbiamo paura del voto anticipato". Anche la Stampa ha un colloquio con Conte, sempre sullo stesso argomento e con gli stessi contenuti, ma l'apertura la dedica ad una sua analisi sul rapporto "Reshoring in Europe 2015-2018", che mostra un lento ma continuo ritorno in patria di aziende che negli scorsi avevano delocalizzato la produzione: "Voglia di Made in Italy, il ritorno delle aziende".

Nel colloquio con Corriere e Stampa, Conte insiste dunque con la "logica di pacchetto" per l'ok italiano al Mes, spiegando che comunque la decisione è nelle mani del Parlamento. Un tema che gli serve anche per chiedere uno stemperamento del clima interno alla maggioranza: "E' giusto che Di Maio dica che il M5s è l'ago della bilancia, ma per andare avanti serve l'accordo di tutte le forze della maggioranza". Discorso valido sul Mes, ma anche sulla prescrizione. E poi respinge le accuse di essersi avvicinato alle posizioni del Pd: "Io porto avanti un programma di 29 punti concordato con le due forze di governo. Sono stato designato dal M5s e questo mi rende più facile il rapporto con loro. Con il Pd lavoro da pochi mesi. Dire che io sposo le tesi dei democratici è una stupidaggine".

A chiedere un clima diverso in maggioranza è anche Delrio, con toni però più duri: "Ricattare gli alleati non può essere un metodo", dice rivolto a Di Maio, al quale ricorda: "Non abbiamo paura delle elezioni". Dopo l'ok alla manovra servirà più che un contratto un "patto" di maggioranza su "un'agenda per l'ambiente, l'attenzione alla giustizia sociale, un nuovo sviluppo sostenibile". Insomma, "un'anima" per il governo, come dice Zingaretti, ma "se qualcuno pensa che non sia possibile farlo ce lo dica chiaramente: non intendiamo correre dietro a nessuno".

Al ritorno in auge del Made in Italy dedica invece l'apertura la Stampa, che riporta una ricerca che mostra il rientro in patria di 120 aziende negli ultimi anni, alla ricerca della qualità e abbandonando la competizione sul terreno del costo del lavoro. L'altro tema forte della prima pagina del quotidiano torinese è "il duello" tra Trump e Macron sulla web tax, con il presidente Usa che minaccia nuovi dazi in risposta alle imposizioni che i Paesi europei, tra cui l'Italia vogliono 'caricare' sui giganti a stelle e strisce della web economy.

Tutta sulla manovra invece la prima del Sole24Ore, con l'ipotesi di una Robin tax sui concessionari di servizi pubblici: autostrade, porti, aeroporti, telefonia, radio e t v, produttori di elettricità dovrebbero pagare il 2% in più sull'Ires, garantendo un gettito di 340 milioni. Altra notizia in prima, il convegno sul fisco organizzato dal quotidiano della COnfindustria, con la promessa del governo di ripartire a gennaio con i tavoli sulla riforma del fisco.