Primo referendum su Trump dopo l'avvio dell'impeachment

Massimo Basile

Dopo settimane di sondaggi sugli effetti dell'avvio della procedura di impeachment per Donald Trump, arriva un test molto più probante per capire con chi sta l'America: due stati storicamente conservatori, Kentucky e Mississippi, votano per eleggere il governatore, mentre in Virginia si rinnova l'assemblea statale. È la prima elezione dopo l'avvio della procedura di impeachment nei confronti del presidente. Sarà il primo "referendum su Trump", come ha detto il vice presidente, Mike Pence, riferendosi alla tornata elettorale.

In Kentucky e Mississippi il voto dirà se la strategia democratica sull'impeachment avrà creato una crepa nelle certezze del granitico elettorato conservatore, mentre in Virginia c'è un elemento in più a rendere l'appuntamento un test nazionale: i due temi che hanno animato lo scontro politico sono stati il controllo delle armi e l'aborto, i più attuali e divisivi del Paese. Il 31 maggio lo stato ha vissuto lo shock della strage di massa a Virginia Beach, dove un uomo uccise 12 persone in un edificio pubblico, prima di essere abbattuto dalla polizia. Il governatore democratico Ralph Northam convocò un'assemblea straordinaria per discutere nuove misure sul controllo delle armi, ma i repubblicani, che avevano la maggioranza dell'aula, chiusero la sessione in novanta minuti, bloccando qualsiasi iniziativa.

Se i democratici dovessero conquistare la maggioranza, si unirebbero al governatore per avviare un bando sulle armi, prima volta nella storia. C'è poi il tema dell'aborto: mentre in molti stati, dalla Louisiana all'Alabama, si sono approvate leggi che hanno messo al bando l'interruzione di gravidanza, anche, come in Alabama, in caso di stupro e incesto, legge poi impugnata da un giudice federale, in Virginia si va verso la direzione contraria. I democratici hanno proposto una serie di misure per facilitare il ricorso all'aborto.

Quanto il test in Virginia sia importante a livello nazionale, non solo per la prossimità con Washington, lo dimostra la presenza dei big nazionali: domenica è andato a fare un comizio il candidato presidenziale dem Joe Biden, mentre dall'ex presidente Obama è giunto l'endorsement a 17 candidati dem. Sabato era toccato a Pence. Vincere in Virginia, per il Gop sarebbe un segnale forte: qui, alle presidenziali del 2016, Hillary Clinton aveva battuto Trump.

Nel 2017 i repubblicani hanno perso 15 seggi alla Camera statale, nelle elezioni di mid-term del 2018 hanno perso tre seggi al Congresso. I democratici sperano nella terza vittoria, quando tutti i 140 seggi di Camera e Senato statali saranno in gioco. La raccolta delle donazioni, da sempre indicatore della popolarità di un partito, ha visto i democratici raccogliere negli ultimi due anni 34 millioni di dollari, contro i 26 dei repubblicani.