Primo stop dell'Europarlamento alla squadra di von der Leyen

d. carretta e m. maugeri

Primo stop del Parlamento europeo alla squadra di Ursula von der Leyen. Ancor prima dell'inizio delle audizioni di conferma, la composizione della Commissione della presidente designata è messa in dubbio dalla decisione della commissione Giuridica dell'Europarlamento di sollevare il caso di conflitti di interessi per i due commissari designati da Romania e Ungheria, Rovana Plumb e Laszlo Trocsanyi.

"Per 24 commissari designati, la procedura" di verifica di eventuali conflitti di interesse da parte della commissione Giuridica "è terminata", ha detto un portavoce dell'Europarlamento: "per 2 candidati la procedura alla commissione Giuridica per ora è stata sospesa". La rumena Plumb, a cui von der Leyen ha attribuito il portafoglio dei Trasporti, è finita nel mirino dei deputati per due prestiti da circa 500 mila euro ricevuti negli ultimi anni. L'ungherese Trocsanyi, a cui è stata assegnata la competenza dell'Allargamento, è stato interrogato sui contratti stipulati tra il suo studio di avvocati e il governo di Viktor Orban, mentre lo stesso Trocsanyi era anche ministro della Giustizia. 

Il rischio che Plumb e Trocsanyi finissero sulla graticola dell'Europarlamento era già nell'aria da tempo. Plum è espressione di un governo socialista, ma dai forti accenti anti-europei e accusato da più parti di corruzione. Trocsanyi è stato membro del governo sovranista di Viktor Orban e, anche se della famiglia del Partito Popolare Europeo, ha giocato un ruolo centrale nella formulazioni di leggi che hanno messo in dubbio l'indipendenza della magistratura.

I deputati della commissione Giuridica sono incaricati, prima delle audizioni, di verificare se il contenuto delle dichiarazioni dei candidati commissari è "esatto e completo" e di assicurare che non ci sia niente che lasci presupporre "un conflitto di interessi". Ieri mattina, con un voto a maggioranza, hanno raccomandato di non procedere con le audizioni dei commissari rumena e ungherese, già programmate per la prossima settimana. Per Plumb il verdetto è stato senza appello: 15 voti contro, 6 a favore e 2 astensioni. Nel caso di Trocsanyi, il Ppe ha cercato di fare quadrato, ma invano: 11 voti contro, 9 a favore e 2 astensioni.

Ora il presidente del Parlamento europeo invierà una lettera a von der Leyen per dichiarare che è stato individuato un conflitto di interessi per i due. La portavoce della Commissione, Mina Andreeva, ha minimizzato: "La procedura è sospesa" ma questo "non significa automaticamente che dovrà essere presentato un nuovo commissario". Tuttavia la pressione su von der Leyen sarà forte. La presidente eletta della Commissione è già stata criticata per aver dato il nome "protezione dello stile di vita europeo" a un portafoglio sull'immigrazione.

E ora che succede?

Il gruppo dei Verdi ha subito chiesto la nomina di "due nuovi candidati per la Romania e l'Ungheria". Se la commissione Giuridica non riceverà informazioni supplementari sui conflitti di interesse per poter dare il via libera alle audizioni di Plumb e Trocsanyi, la conferenza dei presidenti dell'Europarlamento potrebbe chiedere formalmente a von der Leyen come intende procedere e informalmente di sostituirli.

La presidente eletta non ha molto tempo per decidere cosa fare. Le audizioni dei commissari designati inizieranno lunedì 30 settembre e si concluderanno martedì 8 ottobre. Quelle di Plumb e Trocsanyi erano programmate per martedì e mercoledì. Ma, durante le audizioni, altri commissari rischiano di finire sulla graticola. La francese Sylvie Goulard (Mercato Interno) e il polacco Janusz Wojciechowski (Agricoltura) sono sotto inchiesta dall'Olaf (l'ufficio contro le frodi dell'Ue), entrambi per come hanno usato i fondi Ue quando erano deputati europei.

Goulard ha già rimborsato 45 mila euro, ma alcuni contestano una sua consulenza per il think tank Berggruen Institute, che le ha permesso di incassare 10 mila euro al mese. Il belga Didier Reynders (Giustizia) è oggetto di un'indagine preliminare della procura del suo paese per presunta corruzione. La socialista portoghese Elisa Ferreira (Coesione) ha un marito che è responsabile dell'organismo che ripartisce i fondi strutturali dell'Ue nel nord del Portogallo.

Ultimo in ordine di tempo, è scoppiato il caso della croata Dubravka Suica, nominata vicepresidente per la Democrazia e la Demografia, che nel corso degli ultimi anni ha accumulato un patrimonio da 5 milioni di euro dalle origini sospette. Per von der Leyen non sarà facile tenere intatta la sua attuale squadra. Il tempo stringe. Il voto dell'Europarlamento sulla fiducia alla nuova Commissione è previsto per il 23 ottobre per permettere al nuovo esecutivo di entrare in carica il 1novembre.